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Roma, la FIGC accoglie il ricorso per Cholevas: ecco le motivazioni della sentenza

Il comunicato della Federazione che accetta il reclamo dei giallorossi


Jose Cholevas (Getty Images)

05/02/2015 15:20

ROMA RICORSO HOLEBAS / ROMA - La FIGC ha accolto il ricorso in merito alla squalifica di Josè Cholevas, terzino della Roma, che era stato fermato dal giudice Sportivo "per avere, nell'uscire dal recinto di giuoco, indirizzato platealmente al pubblico un gesto provocatorio ed insultante". Il ricorso è stato accettato in quanto la foto che raffigurava Holebas era presa da un quotidiano sportivo e quindi non contemplato nell'articolo del CGS relativo a questo evento. Ecco il comunicato intero della FIGC: 

 

"Con reclamo ritualmente proposto la A.S. Roma S.p.A. ha impugnato la decisione (Com. Uff. n. 104 del 16.12.2014) con la quale il Giudice Sportivo presso la Lega Nazionale Professionisti Serie A ha inflitto, seguito gara Genoa/Roma del 14/12/2014, al calciatore Holebas Jose Lloyd la squalifica per una giornata effettiva di gara "per avere, nell'uscire dal recinto di giuoco, indirizzato platealmente al pubblico un gesto provocatorio ed insultante".

Con i motivi scritti la reclamante ha eccepito che il supposto gesto non era stato rilevato né dagli Ufficiali di gara, né dai Collaboratori della Procura Federale presenti sul campo. Ha rilevato, infatti, che la foto che "immortalava" l'Holebas era stata pubblicata da un quotidiano sportivo e, di seguito, segnalata a mezzo lettera al Giudice Sportivo da un solerte Vice Procuratore che evidentemente monitora la totalità dei riscontri fotografici di tutte le gare dei Campionati di Serie A e B, in ossequio ad uno "ius novi" assolutamente singolare. Fattispecie che non rientra nell'art. 35 C.G.S. e, quindi, in carenza di legittimazione al riguardo da parte della Procura Federale.

Alla seduta del 19.12.2014, fissata davanti alla Corte Sportiva d'Appello Nazionale – Ia Sezione – è comparso il difensore della reclamante, il quale ha diffusamente illustrato i motivi scritti concludendo, in via principale, per l'annullamento della squalifica inflitta e, in via gradata, per la conversione della stessa in ammenda. Ciò premesso, il ricorso appare evidentemente fondato.

La Corte non può esimersi dall'osservare, dal punto di vista assorbente e decisivo del rito, che le modalità di segnalazione adottate, "ad integrazione della relazione redatta dai Collaboratori incaricati del controllo gara", dal Procuratore federale aggiunto, non presente alla gara, circa il deprecabile gesto del calciatore Holebas e la foto di seguito pubblicata da un quotidiano sportivo, non sono di certo sussumibili tra i rituali mezzi di prova ex art. 35 C.G.S. idonei a legittimare l'avvio di un procedimento disciplinare e l'adozione della relativa sanzione, impugnata dalla odierna reclamante.

In accoglimento della richiesta principale, pertanto, appurata l'assoluta irritualità dell'acquisizione degli elementi di prova della condotta punita, la sanzione inflitta da parte del Giudice Sportivo deve essere annullata. Per questi motivi la C.S.A., in accoglimento del ricorso come sopra proposto dalla società A.S. Roma di Roma, annulla la sanzione inflitta. Dispone restituirsi la tassa reclamo".

A.P.

 

 




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