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Calciomercato > Milan > Milan, un giocattolo da 650 milioni: Berlusconi trema senza la Champions

Milan, un giocattolo da 650 milioni: Berlusconi trema senza la Champions

Il 2014 si è chiuso con un deficit che dovrebbe superare i 40 milioni di euro. Serve un cambio di rotta senza l'Europa


Silvio Berlusconi ©Getty Images
Lorenzo Polimanti (@oldpoli)

21/01/2015 08:31

MILAN BILANCIO BERLUSCONI CHAMPIONS LEAGUE / MILANO - Serve l'Europa, bisogna entrare in Champions League. Per il prestigio, ma soprattutto per i conti. Che in casa Milan non tornano. A preoccupare il presidente Silvio Berlusconi, oltre ai risultati sul campo, è il bilancio, chiuso al 31 dicembre con una perdita che, riporta 'La Gazzetta dello Sport', dovrebbe superare i 40 milioni di euro (erano 16 nel 2013 e 7 nel 2012). Un altro anno fuori dalle coppe significherebbe altri 50 milioni di mancati ricavi, 100 in due anni. Decisamente troppi per Fininvest, holding della famiglia che controlla al 99% il Milan che due anni fa aveva imposto l'autofinanziamento.

In realtà, poi, nella seconda parte dello scorso anno Fininvest ha ricominciato ad iniettare denaro nelle casse rossonere. E sono ben 650 i milioni che il patron, che dovrà vendere anche il 20% di Mediolanum dopo la sentenza Mediaset, ha tirato fuori dal 1986 per il club. Il fatturato è già crollato a quota 200-210 milioni (contro i 279 milioni del 2013) ed un altro anno senza Champions cristallizzerebbe i ricavi, obbligando Berlusconi ad avviare una nuova strategia: abbattere i costi per riportarli a livello di un club medio o investire pesantemente sull'organico a inizio stagione e sperare di centrare l'Europa per rientrare.

Una situazione sicuramente intricata, complicata ulteriormente dalle ultime tensioni interne al centro delle news Milan. Al primo comunicato a firma Silvio Berlusconi, che aveva definito 'inaccettabile' la sconfitta con l'Atalanta, ha fatto seguito la smentita via telefono del numero uno milanista, che ha rassicurato l'Ad Adriano Galliani ed il tecnico Pippo Inzaghi. Ed allora è giallo su chi avrebbe inviato quelle dichiarazioni all'agenzia di stampa. Facile ipotizzare, secondo la 'Rosea', che si tratti di un nuovo capitolo della guerra tra Barbara Berlusconi e Galliani.




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