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Calciomercato > esclusivo > Milan, ESCLUSIVO Bocci: "Manca autocoscienza del ridimensionamento. Inzaghi..."

Milan, ESCLUSIVO Bocci: "Manca autocoscienza del ridimensionamento. Inzaghi..."

Calciomercato.it ha intervistato la giornalista de 'La Gazzetta dello Sport' profonda conoscitrice delle vicende rossonere


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ESCLUSIVO
Federico Scarponi

20/01/2015 11:51

CALCIOMERCATO MILAN ESCLUSIVO BOCCI / MILANO - E' un momento molto delicato in casa Milan. Dopo il 2-0 sul Napoli e lo 0-0 all'Olimpico contro la Roma, Filippo Inzaghi e i suoi ragazzi avevano 'illuso' tutti di aver finalmente trovato la quadratura del cerchio. 

E invece i rossoneri son tornati ad 'oscillare', pesantemente, cogliendo appena un punto nelle successive 3 partite (di cui due in casa) contro Sassuolo, Torino e Atalanta.

Per un'analisi del momento del 'Diavolo' ed un commento sulle voci del calciomercato Milan riguardanti un possibile cambio in panchina, Calciomercato.it ha intervistato in esclusiva Alessandra Bocci, giornalista de 'La Gazzetta dello Sport', profonda conoscitrice delle 'questioni rossonere'.

NESSUN ULTIMATUM, PER ORA - "L'arrabbiatura di Berlusconi possiamo dire che ormai sia un classico. Sono anni che capita con una certa regolarità. Il Presidente ha, evidentemente, una percezione piuttosto diversa della forza della squadra rispetto a quella dei suoi allenatori. Così è stato con Allegri Seedorf, ora sta capitando con Inzaghi.
Ultimatum a Pippo non mi risulta ne siano ancora arrivati e - di base - il Milan è un club 'allergico' al cambio di tecnico in corsa. Certo, se poi ci fosse un tracollo come quello contro il Sassuolo che portò all'esonero di Allegri, allora il quadro potrebbe mutare radicalmente".

MANCATA PRESA DI COSCIENZA - "Ritengo che il problema di fondo sia la poca chiarezza nella programmazione - ha proseguito la Bocci in esclusiva a Calciomercato.it - Nessuna linea, come quando ad esempio si disse di voler svecchiare la rosa, è stata perseguita con regolarità e coerenza. C'è stato un andamento oscillatorio, che ha portato alla situazione attuale. Gli obiettivi del Milan ora sono altri rispetto al passato, ma l'ambiente non ha preso coscienza di questo ridimensionamento. C'è poca chiarezza anche nella comunicazione: questo traspare anche dalla 'voce' dei tifosi che ho sentito 'snobbare' una eventuale qualificazione in Europa League perché il club rossonero deve ambire ad altri traguardi.
E' un atteggiamento culturale molto difficile da combattere. Ne ha parlato anche Boban in un'intervista al 'Corriere della Sera'. Mi trovo d'accordo con la sua analisi. C'è una reiterata abitudine a considerarsi una società di altissima fascia, la più titolata al mondo. E questa mancata presa di coscienza rende molto più difficile attuare le giuste contromisure per uscire da questa complicata situazione". 

ROSA DA QUINTA PIAZZA - "Concordo con Berlusconi che la rosa del 'Diavolo', dal punto di vista tecnico, non sia inferiore a quella di tante altre squadre come ad esempio Sampdoria, Genoa ed Inter. Non è pertinente però riportare il discorso ad un mero confronto in termine di monte ingaggi. Penso che la formazione di Inzaghi possa aspirare alla zona Europa League, che centrare il quinto posto possa essere un traguardo".  

FUTURO TECNICO -  "Penso proprio che la prossima volta che si sceglierà un allenatore, si interromperà la tradizione di andarlo a pescare tra gli ex giocatori. Si fan tanti nomi, ma mi sembrano tutti molto difficili. I più probabili, ad oggi, potrebbero essere Lippi e Prandelli. Parecchio più complicata la pista Conte: anche se mi dicono che l'ex trainer della Juventus si sia già un po' annoiato nel rivestire il ruolo di ct, dubito che accetterebbe di andarsi ad impelagare in una situazione così complicata come quella attuale rossonera. Anche Sacchi non credo proprio abbia alcuna voglia di tornare in panchina. Per quel che riguarda Spalletti, ci furono contatti in passato ma poi non se ne fece nulla. Luciano ormai è abituato a lavorare in un certo modo, da manager e - come tutti nell'ambiente calcistico - sa benissimo che finché ci sarà Berlusconi, le decisioni al Milan verranno prese tutte da lui e da Galliani. Ritengo quindi molto improbabile che possa accettare una situazione simile, più adatta magari ad un allenatore emergente". 




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