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Calciomercato > Juventus > Juventus, Allegri: "Borussia alla nostra portata. Ecco cosa mi fa incaz..."

Juventus, Allegri: "Borussia alla nostra portata. Ecco cosa mi fa incaz..."

L'allenatore toscano ha rilasciato una lunga intervista sulle ultime news bianconere


Massimiliano Allegri (Getty Images)
Stefano D'Alessio (Twitter: @SDAlessio)

17/12/2014 10:14

JUVENTUS INTERVISTA ALLEGRI A LA REPUBBLICA / TORINO - L'allenatore della Juventus Massimiliano Allegri ha rilasciato alcune dichiarazioni a 'La Repubblica'. Vi riportiamo alcuni passaggi dell'intervista sulle ultime news Juventus.

GRUPPO JUVENTUS - "Ho un gruppo di ragazzi in gamba, che vogliono ancora vincere. Ho detto loro che mi inc*** molto se non migliorano, perché hanno potenzialità veramente notevoli. Lo dico anche pensando alla Champions".

SORTEGGIO CHAMPIONS - "Poteva andarci peggio, lo dice uno che ha incrociato un sacco di volte il Barcellona. Il Borussia è alla nostra portata, anche se è difficile capire quale sia il suo vero valore e soprattutto come lo troveremo a febbraio. Ma in Champions possiamo fare grandi cose".

TATTICA E ARTE - "Non sono un maniaco degli schemi, sono un estroso: aspetto l'ispirazione e il più delle volte capita quando non ci penso. Spesso cambio la formazione in piena notte. È una cavolata dire che la partita si capisce meglio dalla tribuna. Lassù sei fuori, invece devi stare dentro il campo, percepire, cogliere uno sguardo, un momento. Il calcio non è solo tattica e schemi. Qualcuno vuole far passare il calcio per scienza, ma non c’è un cavolo di niente di scientifico. È uno spettacolo, e lo spettacolo lo fanno gli artisti. Possiamo parlare per ore di schemi e organizzazione, ma le partite le vincono i giocatori. Se hai Messi, parti già quasi da 2-0. Con Ronaldo idem. Se gli schemi servissero a vincere, perché il Real Madrid sul calciomercato ha speso cento milioni per Bale? In Italia se vai a vedere una partita, ti segni su un foglietto il modulo, t’addormenti e dopo un'ora ti risvegli, trovi i giocatori esattamente nelle stesse posizioni di prima. Se hai gente come Ibra, Seedorf, Pirlo, Tevez, Nesta, Thiago Silva, Bonucci è a loro che ti devi affidare".

COLLEGHI ALLENATORI - "Sacchi ha stravolto il calcio ma a quell’epoca era più facile portare novità. Prima che tutto fosse filmato e analizzato, ci si metteva tre anni a capire come neutralizzare il 4-3-3 di Zeman. Oggi non puoi più sorprendere e per questo devi affidarti al talento. Montella? Mi piace come fa giocare la sua Fiorentina".

LEADERSHIP - "Se l'autorevolezza di un allenatore deriva dalle sue urla, io non ne ho. A me chi urla non trasmette niente, mentre ci sono persone che parlano piano e infondono sicurezza, anche timore. Il lavoro di noi allenatori è dare organizzazione, identità, indicazioni. A impostare la fase difensiva soprattutto quando stai attaccando. Non sminuisco l’importanza dell’allenatore, ma il suo compito principale è mettere a loro agio i giocatori".

GIOVANI TALENTI ITALIANI - "Temo che tiriamo su polli d’allevamento. In Italia le nazionali giovanili convocano quelli più funzionali al sistema di gioco, in Germania chiamano i migliori e poi vedono come metterli. La differenza è questa. Il calcio è cambiato".
 




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