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Europa League made in Italy. Il vestito è perfetto, ma Platini deve riflettere

La Serie A è il campionato più rappresentato ai sedicesimi di finale con cinque squadre


Josef Martinez (Getty Images)
Antonio Papa (Twitter: @antoniopapapapa)

12/12/2014 09:49

EUROPA LEAGUE EDITORIALE CM.IT / ROMA - Forse conviene smettere di raccontarci favole e prendere atto che l'Europa League in questo momento è il nostro vestito perfetto, quello che più si confà allo status attuale delle compagini italiane e alle reali ambizioni di vittoria. Sicuramente un punto di partenza per tornare grandi, risistemare il ranking UEFA e sollevare un trofeo anche al di fuori dei nostri confini. Possibilità ce ne sono eccome, visto il modo in cui è finita la prima fase. En-plein in UEL, con il 'rinforzo' di una Roma fresca retrocessa. Ora l'Italia è la più rappresentata nella competizione cadetta di Platini. Altro che coppa di consolazione.

EXPLOIT ITALIANO - Tutte promosse, e a pieni voti. Anche il traballante Torino riesce ad acciuffare la qualificazione con una goleada a Copenhagen, giusto per ribadire la superiorità del Made in Italy. Inter, Fiorentina e Napoli erano già passate, l'ultima giornata è stata soltanto il punto esclamativo. Sgambata a reti bianche per Mancini, sconfitta indolore per la Viola, successo contro lo Slovan che serve agli azzurri per legittimare il primo posto di quello che è stato forse il girone più equilibrato di tutti, con lo Sparta Praga fuori nonostante i 10 punti. Pericolo scampato per Benitez, che lo scorso anno in Champions uscì nonostante i ben 12 punti ottenuti con squadre come Arsenal, Borussia e Marsiglia.

OCCASIONE ROMA - Non sorride la Roma, ma sbaglia. Già, perché mai come quest'anno si può prendere questo declassamento come una grande occasione. Una competizione che acquista sempre più prestigio, dove i giallorossi non saranno vittime sacrificali di big europee obiettivamente non ancora alla portata di Garcia e dei suoi. Fra gli altri vantaggi ci sono la possibilità di concentrarsi maggiormente su un campionato dove il divario con la Juve si è ridotto sensibilmente e l'occasione di mettere in bacheca un trofeo internazionale, il primo dopo le antidiluviane Coppa delle Fiere e Anglo-Italiana. E poi andare avanti in Europa League per i capitolini vorrebbe dire migliorare il proprio ranking e, magari, evitare di essere inserita nuovamente nell'ultima urna nella prossima Champions League, finendo inevitabilmente di nuovo in un girone di ferro.

SORTEGGIO 'AL CONTRARIO' - Ultima curiosità interessante di quest'Europa 'formato Italia' è il sorteggio che attende le nostre rappresentanti. Due urne soltanto, niente derby e tante insidie soprattutto in seconda fascia. Roma e Torino nella peggiore delle ipotesi beccano lo Sporting Lisbona, lo Zenit o il Borussia Monchengladbach. Inter, Napoli e Fiorentina, che sono teste di serie, possono pescare formazioni del calibro di Liverpool, Ajax, Tottenham e Siviglia campione in carica. Il rischio di perdere per strada protagoniste annunciate è concreto, molto concreto. Che sia un'occasione per riflettere sull'opportunità di cambiare criteri e raddoppiare le fasce? A Platini la patata bollente.




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