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Calciomercato > Altro > Pallone d'Oro, Buffon: "Dico Ronaldo. Ad un portiere solo in casi eccezionali"

Pallone d'Oro, Buffon: "Dico Ronaldo. Ad un portiere solo in casi eccezionali"

L'estremo difensore bianconero parla in un'intervista al sito della Fifa


Gianluigi Buffon (Getty Images)
Jonathan Terreni - Lorenzo Polimanti

03/12/2014 13:30

PALLONE D'ORO BUFFON / TORINO - Gigi Buffon dice la sua sull'assegnazione del Pallone d'Oro, premio che ha sfiorato nel 2006 arrivando alle spalle di Fabio Cannavaro. "Arrivare secondo alla fine conta poco perché, soprattutto nello sport, non se li ricorda nessuno - dice in un'intervista al sito ufficiale della Fifa -. E' stato un motivo d'orgoglio, ovviamente, perché frutto di sacrifici e vittoria di gruppo. Ma alla fine se non si vince il secondo posto non  è poi così importante. Cannavaro meritava di più".

PORTIERE D'ORO - "Per assegnarlo ad un portiere devono accadere casi eccezionali. Magari vincere un Mondiale e parare i rigori".

RONALDO SU MESSI - "Quest'anno dico Ronaldo perché bisogna premiare il giocatore più forte del momento anche se Messi resta il migliore di tutti: al cento per cento è sublime. Comunque non c'è moltissima differenza tra i due; basta un piccolo elemento per prevalere. Il portoghese lavora in base agli obiettivi che si è dato e da due anni a questa parte è il migliore: è giusto premiarlo".

CALCIO ITALIANO - La chiosa è sul momento buio del calcio italiano, tema sempre al centro delle news Serie A: "Non so se abbiamo un giovane, un giocatore di talento che può arrivare a vincere questo premio in futuro. Non c'è nessun italiano tra i candidati quest'anno perché veniamo da un Mondiale molto deludente e perché i nostri club negli ultimi anni non sono ai vertici. O miglioriamo la Nazionale o il nostro calcio rimarrà indietro. Il fatto che nessun italiano sia stato candidato ci deve far capire il momento. Questo conferma che la qualità dei nostri giocatori è diminuita, ma è anche vero che il calcio, come ogni altro sport, è fatto di cicli. Forse questo è un punto basso per il calcio italiano, ma l'Italia è sempre riuscita a coniugare tecnica e disciplina tattica. Mettendo l'accento su queste qualità penso che presto torneremo a crescere di nuovo".

J.T.




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