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Calciomercato > Inter > Calciomercato Inter, Fassone: "Nessuno è incedibile. Cerci profilo giusto per gennaio"

Calciomercato Inter, Fassone: "Nessuno è incedibile. Cerci profilo giusto per gennaio"

Il direttore generale nerazzurro si sbilancia sulla campagna trasferimenti invernale


Alessio Cerci (Getty Images)
Stefano D'Alessio (Twitter: @SDAlessio)

02/12/2014 08:00

CALCIOMERCATO INTER INTERVISTA FASSONE CORRIERE DELLO SPORT / MILANO - Marco Fassone, direttore generale nerazzurro, ha parlato di calciomercato Inter nel corso di una lunga intervista concessa al 'Corriere dello Sport': "L'Inter viene da quindici anni di perdite, ora ha intrapreso un percorso virtuoso. Oggi, rispetto al passato, non può più esserci un azionista che decide di investire sul calciomercato e poi coprire le perdite. Se anche Thohir volesse farlo, la Uefa glielo impedirebbe".

KOVACIC E ICARDI - "Ho imparato che il termine incedibile non va usato, c'è il rischio di essere smentito. Altri club hanno più appeal, l'Inter compensa con le motivazioni. Sono fiducioso che Kovacic, Icardi e Dodò vogliano restare con noi ancora un po'. Se arriverà una grande società, potrebbe essere giusto però accontentarli. Rinnovi? Ci sono le premesse per arrivare celermente alle firme con Kovacic, Icardi e Handanovic". Come rivelato da Calciomercato.it in esclusiva, per Icardi il nodo resta il discorso legato ai diritti d'immagine.

ACQUISTI A GENNAIO - "Mancini vuole giocare le prossime 3-4 partite e avere una visione completa delle rosa per capire le sue esigenze. A gennaio le operazioni di mercato si rivelano poco efficaci. Non dobbiamo tamponare falle, la rosa è di buon livello. Se si presenterà una buona opportunità la coglieremo, altrimenti aspetteremo. A giugno ci muoveremo in maniera significativa".

CERCI - "Il profilo di Cerci risponde alle nostre caratteristiche: è italiano, conosce la Serie A ed è bravo. E' difficile, però, che possa rientrare nei nostri parametri. Con la dirigenza dell'Atletico Madrid non abbiamo affrontato l'argomento".

MAZZARRI - "Abbiamo deciso di cambiare allenatore perché ci era sembrato che Mazzarri non trasferisse più il suo messaggio ai giocatori con la stessa intensità di prima. Era il momento giusto per prendere un allenatore top come Mancini. La nostra aspettativa è che Roberto riesca a trasferire allo spogliatoio i concetti chiave del suo calcio. Ci vorrà il giusto tempo, ma speriamo che non sia troppo".

 




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