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Calciomercato > Football Killed Tancredi > LAZIO-JUVENTUS: LE PAGELLE DI TANCREDI PALMERI

LAZIO-JUVENTUS: LE PAGELLE DI TANCREDI PALMERI

I giudizi espressi dal protagonista della nostra rubrica 'Football Killed Tancredi'


Tevez e Pogba (Getty Images)
dall'inviato Tancredi Palmeri (@tancredipalmeri)

22/11/2014 22:48

LAZIO JUVENTUS PAGELLE TANCREDI PALMERI / ROMA - La Juventus batte la Lazio e tiene a distanza la Roma: Pogba e Tevez i protagonisti del successo bianconero. Ecco voti e giudizi del nostro inviato Tancredi Palmeri.

LAZIO

Marchetti 6: si prende qualche rischio con un'uscita su Pereyra che ricorda quella con la Nuova Zelanda, ma stavolta il tempo è preciso al limite.

Basta 4.5: in assoluto quello più in sofferenza in copertura, Pogba gli svernicia la zazzera bionda, Tevez gli fa rizzare i capelli.

(dall'87) Cavanda sv

De Vrij 6: buone chiusure sul centravanti di turno, ma poi anche lui perde fiducia incartandosi sul terzo gol.

Cana 6.5: la sicurezza non gli manca mai, questa volta però limita al minimo le sbavature e ottimizza gli anticipi.

Braafheid 5: non irreprensibile nelle chiusure dal suo lato, finché affonda totalmente nel coprire gli spazi.

Parolo 6.5: quello che regge meglio il colpo e prova ad alzare il baricentro anche quando sembra farlo da solo.

Biglia 4.5: tra quelli che paga di più l'inizio sprint e tra i corresponsabili dell'assurdo svantaggio in contropiede.

Lulic 5: come Biglia finisce per girare a vuoto e si fa mettere in mezzo quando Pogba si va prendere il vantaggio. 

Candreva 5.5: ha il merito di essere tra quelli che ci provano di più, ma è piuttosto prevedibile.

Balde Keita 5: nulla del moto perpetuo che ha fatto sognare sulle sue magnifiche sorti.

(dal 57') Felipe Anderson 5.5: ci prova a dare verve in una situazione proibitiva, probabilmente guadagna terreno per il futuro.

Klose 6: tra i più costanti nel portare pressing e nel tenere in pensiero il palleggio altrimenti sicuro della retroguardia juventina.

(dal 57') Djordjevic 5: nemmeno per lui era semplice provare a imprimere una svolta, però potrebbe fare di più.

Allenatore. Pioli 5: l'approccio è ottimo, ma è assurdo che prenda i primi due gol in contropiede, come gli successe contro il Milan. E' un netto passo indietro: non certo perché sia un delitto perdere con la Juventus, ma perché ancora una volta contro le grandi evidenzia ingenuità difensive.

 

JUVENTUS

Buffon 5.5: un paio di incertezze nel trattenere il pallone, fortunatamente per lui sbrogliate egregiamente dalla difesa.

Lichtsteiner 6.5: molto meno interpellato nella fase d'attacco rispetto al 3-5-2, si adatta al ruolo.

Bonucci 6.5: mette tutto in sicurezza e trova il tempo per far partire l'azione come piace a lui.

Chiellini 6.5: se la Lazio non trova spazi è anche perché lui è uno sportello costantemente sbattuto in faccia.

Padoin 5.5: due ammonizioni sceme, che più che la squadra minano lui, perché il suo allenatore non sa se può fidarsi di lui in certe situazioni.

Marchisio 6.5: si trova benissimo accanto a Pirlo, pure meglio che al suo posto, alleggerito di certe responsabilità in costruzione. 

Pirlo 6.5: è l'amico che quando le cose non vanno ci pensa lui. Quando dribbla, le vergini trattengono il respiro assalite da una vampata di calore.

(dal 77') Vidal sv

Pogba 7.5: ma quanto gli piace potersene stare un po' più largo e tagliare quando ce n'è occasione. Peraltro, è in una di quelle serate dove fa l'amore con il pallone.

Pereyra 7: di supporto a un grasso assegno è la migliore tesi a favore della cessione di Vidal.

(dal 72') Mattiello sv

Tevez 7.5: è algebricamente scorretto sostenere che la Juventus rimanga in 10 per l'espulsione di Padoin, perché lui vale per 2. Si diceva tuttocampista dei centrocampisti coprenti vaste zone e entrambi le fasi: bene lui lo è pur essendo un attaccante. Indomito, imprevedibile, invidiato.

Llorente 6: utile alla tenuta del campo e nel dar botte di assestamento alla difesa. Un allenatore ci tiene.

(dal 61') Morata 6: meno esplosivo di altre volte, ma comunque vivo nel valorizzare il suo ruolo.

Allenatore. Allegri 7: questa è la sua Juve. Per il cambio tattico e per l'atteggiamento cinico nell'interpretare i momenti della partita tenendo a bada i cambi di velocità degli avversari. La transizione è terminata.

 

Arbitro. Damato 6.5: pochi casi, bravo nella distribuzione dei cartellini e nel tenere un metro uniforme.




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