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Calciomercato > Italia > Figc, Tommasi: "Riforma controcorrente. Seconde squadre vera rivoluzione"

Figc, Tommasi: "Riforma controcorrente. Seconde squadre vera rivoluzione"

Il presidente dell'Assocalciatori commenta così le modifiche alle rose di Serie A


Damiano Tommasi (Calciomercato.it)
Jonathan Terreni

21/11/2014 10:40

FIGC RIFORMA TOMMASI ASSOCALCIATORI / ROMA - L'altro punto di vista. Il giorno dopo uno dei momenti di svolta del calcio italiano ecco consumarsi pareri e commenti. Su tutti quello del presidente dell'Assocalciatori, Damiano Tommasi, che analizza così la riforma varata da Tavecchio volta a modificare le rose di Serie A: "Non condividiamo assolutamente questa normativa - dice in un'intervista a 'Radio Sportiva' -. Se le premesse erano quelle di favorire l'ascesa dei giovani italiani non va certo in questa direzione; ci sono molte lacune. In Europa le squadre utilizzano quasi il doppio degli stranieri. L'obiettivo di valorizzare i vivai delle società italiane non si ottiene così, anzi tutto questo rischia di aver un effetto contrario. Quando si parlerà di incentivare il calcio non ci sarà bisogno di imporre una squadra a iscrivere un determinato numero di giocatori. La normativa Uefa non impone un numero minimo, ma un massimo di over 25. Gli under 21 non hanno vincolo di essere formati nei club. In Germania e Belgio ad esempio non c'è limite agli extracomunitari, le scelte e le responsabilità spettano alle società".

SECONDE SQUADRE - "All'estero i ragazzi che si affacciano alla prima squadra sono più pronti a livello calcistico e non perché hanno una sorta di categoria cuscinetto tra le categorie giovanili e le prime squadre. in questa ottica le seconde squadre sono la vera rivoluzione dal punto di vista tecnico e della crescita strutturale".

CONTE PENSIERO - "Conte ha fatto un quadro della situazione attuale del nostro Paese: se pensiamo che alcune società non hanno nella Nazionale il loro punto di riferimento questo può essere di intralcio. Non c'è più il senso di appartenenza e viene meno il sentimento di orgoglio di arrivare a vestire la maglia della propria nazione come punto di riferimento. Così servirà sicuramente più tempo per costruire un nuovo gruppo".

 




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