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Calciomercato > Roma > Calciomercato Roma, Totti esce allo scoperto: "Farò l'allenatore. Il mio erede? Jovetic"

Calciomercato Roma, Totti esce allo scoperto: "Farò l'allenatore. Il mio erede? Jovetic"

Il capitano giallorosso ha parlato del suo presente e del suo futuro


Francesco Totti (Getty Images)
Stefano D'Alessio (Twitter: @SDAlessio)

18/11/2014 07:33

CALCIOMERCATO ROMA INTERVISTA TOTTI GAZZETTA DELLO SPORT FUTURO DA ALLENATORE EREDE JOVETIC / MILANO - Francesco Totti ha ricevuto nella giornata di ieri da 'La Gazzetta dello Sport' il premio Giacinto Facchetti. Il capitano della Roma ha colto l'occasione per rilasciare alcune dichiarazioni su presente e futuro in chiave calciomercato Roma, pubblicate oggi sul quotidiano milanese. Ve ne riportiamo alcuni estratti:

PRESENTE E FUTURO DA ALLENATORE - "Più che ai record ora penso a stare bene. Se sono in condizione come adesso, posso continuare e farcela. Ma bisogna sentire anche l’altra campana (la società, n.d.r.). Inaugurare il nuovo stadio? Se si fa... Alle brutte ci andrò come spettatore. Io allenatore? Ne parlavo qualche giorno fa con un amico. Ho detto: 'Lo stanno facendo tutti, mi sa che alla fine toccherà anche a me'. Magari comincio con i ragazzi, ma in fondo chi ha giocato al mio livello non ci mette molto a imparare. La Roma? Ovviamente mi piacerebbe allenarla!".

EREDE - "Jovetic ha le caratteristiche giuste per essere il mio erede, anche se portare la maglia numero dieci a Roma è difficile. Giocare assieme a lui qui? Non sarebbe male... Ma io l’ho sempre detto: più campioni arrivano sul calciomercato, meglio è".

SCUDETTO - "Siamo usciti allo scoperto: il nostro obiettivo è vincere. La squadra è ancora più forte dell’anno scorso e il capo Garcia dice che siamo meglio della Juve. Poi però sta a noi dimostrarlo. Il Napoli è la terza forza. Se ho voglia di rispondere alle frecciate di Nedved e lady Agnelli? Ne avrei, ma sono un signore. E rispetto le donne".

BALOTELLI - "Da giocatore simbolo a uno qualunque? Capita, nel calcio le cose cambiano in fretta. Ogni allenatore ha le sue idee e giudica quello che accade in campo e fuori. Un consiglio? Non serve. Glielo hanno dato tutti, ma non ascolta nessuno".

 

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