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Calciomercato > Dai campi > GENOA-JUVENTUS: LE PAGELLE DI TANCREDI PALMERI

GENOA-JUVENTUS: LE PAGELLE DI TANCREDI PALMERI

I giudizi espressi dal protagonista della nostra rubrica 'Football Killed Tancredi'


Luca Antonini © Getty Images
dall'inviato Tancredi Palmeri

29/10/2014 23:11

MILAN FIORENTINA VOTI TANCREDI PALMERI / MILANO - Il Genoa vince allo scadere in maniera rocambolesca contro la Juventus. Il nostro inviato Tancredi Palmeri ha stilato voti e giudizi dei calciatori in campo, esprimendosi anche sugli allenatori e sull'arbitro Mazzoleni.

GENOA

Perin 7.5: il grande intervento di Tevez e soprattutto l'intervento onnipotente su Morata a corollario di una prestazione sempre reattiva.

Rosi 6: prende bene il tempo sulla sua fascia badando di non scoprire il fianco, è in quinto in pratica di un 5-3-2.

(dall'80) Antonini 7: gli faranno un'edicola votiva da qualche parte nei caruggi. Ha il grandissimo merito, e non è poco, di salire e farsi trovare pronto quando sbuca il pallone. E guardate che sceglie il tempo perfettamente per farlo, perché se fosse scattato prima l'avrebbero marcato. 

De Maio 6: misurato nel tenere la posizione, costringe Llorente a girare a largo e non si fa intimidire.

Burdisso 6: tiene le fila della difesa e capisce che Morata necessita di attenzioni più affettuose.

Marchese 5.5: lui invece va un po' in crisi sui movimenti del nuovo entrato e ci mette qualche minuto a riprendersi.

Antonelli 5.5: i pochi spazi lasciati sono soprattutto dal suo lato, anche se non è molto aiutato da chi gli sta avanti.

Mandragola 7: il tempo di ambientarsi e poi mostra assoluta sicurezza. Ma soprattutto prima di uscire salva tutto su Morata, un tackle che vale assolutamente quanto un gol.

(dal 69') Kucka 6: entra a serrare le fila, e sa come mimetizzarsi nella guerriglia finché non riesce l'agguato.

Greco 6: buono ad adattarsi al pressing, anche se tende a schiacciare il baricentro pericolosamente.

Bertolacci 6: il ruolo è ingrato e lui lo sposa in pieno raddoppiando in marcatura, pazienza per l'incartarsi sui pochi palloni a disposizione che possano aprire il contropiede.

Perotti 6: anche il suo ruolo ingeneroso, jolly d'attacco pronto a svariare e sfruttare le briciole che cadono dal tavolo del centrocampo bianconero.

Pinilla 5.5: sacrificio e dedizione, però un po' lento e sovrastato nel gioco aereo, non che del resto sia facile.

(dall'87) Matri 7: 'vai, hai 7 minuti, tira fuori il veleno e vendicati' deve essere quello che deve aver pensato entrando in campo. Ci crede sull'ultimo pallone, lo lavora al meglio, e lo piazza in spaccata aiutato dalla forza di chi lo fa perché in missione. 

Allenatore. Gasperini 6.5: ovvio che prepari un Genoa di lotta senza fronzoli, anche se deve ringraziare l'appannamento della Juventus che non punisce quando nella seconda parte del Primo Tempo la squadra rincula e va troppo in apnea. E alla fine ringrazia Matri e probabilmente ci mette anche lui un sentimento particolare. 


JUVENTUS

Buffon 6: rischia davvero poco tranne un pallonetto che lui ringrazia arrivi visto che è stretching gratuito. Sul gol non gli si può rimproverare niente.

Ogbonna 5.5: sicuro negli scatti per coprire gli spazi sui pochi eventuali ribaltamenti di fronte. Fino a che Matri...

Bonucci 5.5: il Genoa patisce la sua stazza, ma lui rovina tutto con il pasticcio della marcatura alla fine.

Chiellini 5.5: si perde totalmente sul gol, cosa che sarebbe stata l'intervento più impegnativo della partita.

Asamoah 6: potrebbe spingere di più, anche perché lo attaccano poco, e allora mancano certe sue incursioni.

Vidal 4: assolutamente nulla di quello a cui siamo abituati. Non gli scatti, non i dai e vai, non il pressing asfissiante. Ha appesantito la manovra.

(dal 79') Roberto Pereyra 6: in verità partecipa al forcing finale e quasi aiuta a far crollare il castello.

Marchisio 6: ordine e calma. Forse pure troppa nel giro palla, ma ancora una volta bisogna tenere a mente ciò che gli chiede l'allenatore.

Pogba 5.5: in fondo è tra i meno peggio, però non c'entra nulla con il giocatore decisivo che si conosce.

Lichtsteiner 5.5: si sgasa alla distanza, ma soprattutto gode senza costrutto di certi orizzonti di gloria che almeno un paio di volte gli aprono la via per la porta

Tevez 7: incredibile che non si faccia prendere dallo sconforto nemmeno per un momento. Corre sempre, pressa sempre, si smarca sempre. La differenza tra lui e tutti gli altri intorno è come quella tra bianco e nero. Talmente tanta, che forse diventa deleteria, perché i compagni la giocano sempre su di lui e così non può andare a fare male in area.

Llorente 5.5: il merito del palo e di buoni movimenti nella prima mezzora, ma si va spegnendo e diventa prevedibile.

(dal 65') Morata 6.5: è la mentina nella bottiglia di cola tappata. Entra lui e la Juventus si libera. Perde solo il confronto con Perin, ma forse ha appena vinto quello indiretto con Llorente. 

Allenatore. Allegri 5.5: inutile che ci giriamo intorno: quello che tutti pensano è che questa partita la Juve di Conte l'avrebbe vinta. In fondo la Juve non ha nemmeno un approccio sbagliato, ma lui lascia che la squadra si narcotizzi alla distanza, e la scuote con i cambi davvero troppo tardi.


Arbitro. Mazzoleni 7.5: un voto in più (rappresentativo di tutta la terna) per la decisione sul gol del Genoa: non fuorigioco di centimetri, e credete che è di difficoltà assoluta prendere una decisione così giusta e così difficile quando l'ultimo spicchio di sole della partita sta per scomparire.


Tancredi Palmeri




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