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Calciomercato > Inter > Inter, Evelina Christillin: "Chiedo scusa, ma nessuna offesa razzista a Thohir"

Inter, Evelina Christillin: "Chiedo scusa, ma nessuna offesa razzista a Thohir"

La nota tifosa della Juventus: "Sono stata male interpretata"


Erick Thohir ©Getty Images

29/10/2014 12:27

INTER JUVENTUS EVELINA CHRISTILLIN SCUSE MORATTI THOHIR / TORINO - Evelina Christillin - organizzatrice dei Giochi Olimpici di Torino 2006, grande amica di Andrea Agnelli e tifosa della Juventus - è tornata a parlare dopo l'articolo in cui definiva Erick Thohir "un piccoletto ciccione indonesiano" o "Cicciobello a mandorla", scusandosi con il presidente nerazzurro e con la famiglia Moratti ("famiglia Addams").

"Con le mie parole - le sue parole riportate da 'sportmediaset' - non avevo alcuna intenzione di offendere, con commenti razzisti, il presidente dell'Inter Thohir, nè tanto meno di denigrare Massimo Moratti, a cui volevo invece dichiarare tutta la mia stima e rispetto per la sua lunga e generosa carriera ai vertici della società nerazzurra. Chiunque abbia letto i blog che da due anni pubblico settimanalmente sull'Huffington Post - ribadisce - sa che si tratta di articoli di pura satira sportiva, e che nessuno di coloro a cui, Thohir e Mazzarri compresi, ho dedicato in passato altri pezzi del genere, ha mai protestato. Se poi si estrapolano dal contesto complessivo solo alcune frasi, allora certo il senso può cambiare, se non addirittura risultare stravolto. Mi scuso se sono stata male interpretata - insiste - e mi dispiace se il nome di una bambola, a me carissima da bambina, è potuta passare per un insulto razzista. Perciò, spero che si capisca che, davvero, non avevo alcuna intenzione di offendere nè tanto meno di lanciare frasi razziste. Aiuto da oltre trent'anni un'organizzazione torinese che si occupa di mediazione culturale e di soccorso materiale agli stranieri, e non credo proprio di poter essere assimilata a chi, spesso e volentieri dentro e fuori dai nostri stadi, assume toni e comportamenti ben diversi e più pericolosi dei miei".

S.D.




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