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Calciomercato > Juventus > Juventus, Agnelli: "Allegri un vincente. Fatturato sopra i 300 milioni ma siamo lontani dai top clu

Juventus, Agnelli: "Allegri un vincente. Fatturato sopra i 300 milioni ma siamo lontani dai top club"

Il presidente ha parlato all'assemblea degli azionisti bianconeri


Andrea Agnelli (Getty Images)
Jonathan Terreni

24/10/2014 10:20

JUVENTUS AGNELLI ASSEMBLEA AZIONISTI / TORINO - La parola ad Andrea Agnelli. Il presidente della Juventus parla così all'assemblea degli azionisti della società bianconera. Calciomercato.it ha seguito per voi la conferenza: "L’area sportiva ha basi solide, costituite, in primis, da Massimiliano Allegri, un tecnico che ha già dimostrato di saper vincere. La Juventus è tra le prime dieci società calcistiche al mondo ma le grandi d'Europa ci hanno distanziato notevolmente, colpa di un calcio in declino, di un limite strutturale del nostro calcio. Tuttavia la nostra società ha fatto registrare un fatturato sopra i 300 milioni e il ritorno dopo 4 anni all'utile operativo completa il turnaround".

ESTERO TOP - "Meno di vent’anni fa Inghilterra, Spagna e Germania guardavano all’Italia come ad un esempio: oggi ci hanno sopravanzato in qualsiasi parametro di riferimento: livello di ricavi, sostenibilità del business, risultati sportivi, valori assoluti e relativi di riempimento degli stadi e ranking UEFA. Oggi fatichiamo a difendere la quarta posizione dal Portogallo. Negli ultimi dieci anni il calcio italiano è scomparso dagli schermi internazionali. Il Liverpool, per fare un esempio, ha un main sponsor che non opera in Europa, solo in Asia, Africa e Medio Oriente e questo dimostra il forte traino del marchio Premier League, frutto di un lavoro iniziato quindici anni fa. La conquista di nuove partnership ci permetteranno di ampliare i ricavi ma sarà necessario andare di pari passo con la crescita della Serie A. Stiamo cercando di recuperare il terreno perduto e dal primo luglio 2015, grazie al nuovo accordo con Adidas e al rinnovo dell’accordo con Jeep".

FRAGILE SERIE A - "La governance del calcio italiano ha mostrato tutti i suoi limiti l'estate scorsa. Ha dato un'immagine di sé vecchia e senza possibilità di conquista. Anche la UEFA ci guarda con circospezione. Il calcio è passione e va riportato al centro del nostro comparto, la revisione delle rose è sacrosanta ma deve essere rafforzata dalla seconde squadre e da leggi sull'immigrazione. Non è coraggio ma gestione e programmazione, garantita dal passaggio dei giovani alle prime squadre. I ricavi televisivi devono garantire più equità e stabilità anche alle retrocesse. La Serie A deve tornare ad essere un punto di riferimento. Le forze conservatrici, che al momento paiono prevalere a tutela di piccoli e grandi interessi particolari e rendite personali, non riusciranno a soffocare quanti sostengono il cambiamento".

TAVECCHIO FLOP - "L'elezione di Tavecchio  ha trascurato le indicazioni di calciatori, allenatori, arbitri e di una consistente parte della Serie A. Una sconfitta per tanti e una vittoria per alcuni abili e disinvolti personaggi, il cui consenso nasce in un tempo lontano".

 

CALCIOPOLI - "Le posizioni della società sono note e non cambiate. Io non posso non tornare sull'avere pazienza, bisogna aspettare la chiusura degli atti giudiziari. La data è fissata per fine gennaio 2015 e solo in quel momento potremo tirare le somme. Dobbiamo aspettare l'ultimo atto e poi analizzarli tutti pensando al bene della società". 

JUVENTUS ANTIPATICA - "Siamo sollecitati ogni giorno; mettere tutti d’accordo non è facile ma dobbiamo renderci conto che siamo antipatici e non piacciamo. Dobbiamo essere sereni perché questa è la nostra storia e ne sono orgoglioso. Tutto deriva dalla nostra compattezza: se ci separiamo e abbiamo opinioni diverse siamo più deboli, dai tifosi vip fino alla curva".

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