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Calciomercato > Roma > VIDEO - Roma, De Sanctis attacca la Juventus: "Fa riflettere che vincano solo in Italia"

VIDEO - Roma, De Sanctis attacca la Juventus: "Fa riflettere che vincano solo in Italia"

Il portiere giallorosso: "Bisogna saper perdere, ma si ha la sensazione di non giocare ad armi pari"


Morgan de Sanctis (Getty Images)
Marco Di Federico

16/10/2014 07:22

JUVENTUS ALLEGRI GARCIA TOTTI DE SANCTIS / ROMA - Sotterrare l'ascia di guerra? Neanche per sogno. Morgan De Sanctis mantiene più accesa che mai la polemica dopo la contestata sconfitta della Roma sul campo della Juventus: se grazie al calciomercato estivo le due squadre sono ormai sullo stesso piano dal punto di vista tecnico, per il portiere giallorosso, che ha esordito in Serie A proprio con la maglia bianconera in una gara persa contro la Lazio, i campioni d'Italia hanno altri 'assi' nella manica. "I vincitori dovevano abbassare i to­ni e invece è stato il contrario. Con 20 anni di calcio alle spalle Totti ha fatto bene a parlare dopo il match: bisogna saper perdere, ma si fa fatica ad accettare certe decisioni perché si ha la sensazione di non giocare ad armi pari. - le parole di De Sanctis a 'La Gazzetta dello Sport'- I giocatori della Juve sbaglia­no a sentirsi perseguitati. Sono uguali agli altri e si comportano alla stessa maniera: l'unica differenza è che in Italia vincono spesso. Come dicono a Torino? 'Vincere non è importante: è l’unica cosa che con­ta'. Dovrebbero aggiungere: 'E non ci interessa tan­to come'. Non parlo di furti, intendo dire che do­vrebbero ammettere di essere stati fortunati e non trincerarsi dietro la tesi dell'accerchiamento".

PLATINI - "Ha una visione troppo ristretta, è stato solo ju­ventino. Spero abbia usato l'ironia, visto che ha det­to di non aver visto la partita. Ma da presidente Uefa non è stato opportuno parlarne".

NEDVED - "É stato un grande campione ma da ex calciatore le sue su Totti sono state dichiarazioni fuori luogo. Emma Winter? Non le rispondo, non è gentile farlo con una signora".

SUDDITANZA PSICOLOGICA - "Esiste. Nel­l'Udinese devi accettare cose che non sempre si verificano ma non ti sorprendono. Con Napoli e Roma si verificano meno. Sulla Juve occorre fa­re una valutazione generale: tutto quello che ha vinto nel calcio italiano non è proporzionale a quello che ha vinto all'estero. Ed è un qualcosa che fa riflettere… Prima di Calciopoli la classe arbitrale era poco libera nei fatti, l'attuale invece è libe­ra e bisogna concedere loro l'errore. Purtroppo il si­stema italiano si muove con leggi non scritte in cui il potente ha sempre ragione e gli si può concedere tutto. Ho ancora nella memoria i flash dopo il primo rigore per il mani di Maicon e dopo il gol di Totti: è as­surdo che 4­5 juventini debbano andare a protestare da Rocchi: è una situazione studiata che usano nei mo­menti di indecisione".

 

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