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Calciomercato > Benessere > Salute, allarme succhi di frutta: c’è il rischio di malattie cardiache

Salute, allarme succhi di frutta: c’è il rischio di malattie cardiache

La conferma arriva da uno studio condotto in Australia dalla Swinburne University of Technology


Succhi di frutta (Getty Images)

15/10/2014 18:02

SALUTE ALLARME MALATTIE CARDIACHE SUCCHI DI FRUTTA / ROMA  - Anche i succhi di frutta aumentano il rischio di malattie cardiache e chi considera queste bevande salutari dovrà ricredersi. Questo è quanto sostengono i ricercatori della Swinburne University of Technology, Victoria, in Australia, che hanno condotto uno studio pubblicato poi sulla rivista ‘Appetite’: la ricerca ha collegato l'assunzione di queste bevande ad un aumento significativo della pressione arteriosa, con conseguente incremento del rischio di patologie cardiovascolari.

I ricercatori australiani hanno scoperto che coloro che bevono regolarmente la popolare bevanda hanno i livelli di pressione sanguigna significativamente più elevati rispetto a quelli che lo fanno solo occasionalmente. E coloro che, tra i soggetti analizzati, avevano bevuto un bicchiere giornaliero di succo avevano riportato significativamente più alta la pressione arteriosa centrale. Questa corrisponde alla pressione nell'aorta, la grande arteria in cui il cuore pompa ossigeno-ricca di sangue per diffondersi in tutto il corpo; l'alta pressione sanguigna centrale può aumentare il rischio di problemi come infarto o angina.

L'autore principale dello studio, il dottor Matthew Pase, ha dichiarato: "I risultati suggeriscono che l'uso quotidiano di succo di frutta può aumentare la pressione sanguigna centrale, che é conosciuta per essere associata con il rischio di malattie cardiovascolari e deterioramento cognitivo, problemi con il funzionamento mentale. Questi risultati sono importanti perché c'è una percezione comune che il succo di frutta sia un prodotto sano. Sebbene i succhi possono avere vitamine essenziali, comunemente contengono elevate quantità di zucchero, con fibra trascurabile. Così, il consumo di succo di frutta frequente può contribuire all'assunzione eccessiva di zucchero, tipico della popolazione occidentale, esacerbando la prevalenza di malattie cardiovascolari e ipertensione".

Lo studio, sottolinea Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, non vuole allarmare i consumatori al fine di interrompere burrascosamente un'abitudine che risulta essere sana se non si cumulano quantità di zuccheri elevati con gli altri cibi e gli sfizi che ci concediamo ogni giorno.

OBESITA’ E DIABETE – Quello delle malattie cardiache è l’ultima delle “accuse” mosse ai succhi di frutta. Esperti di salute sono sempre più convinti che questo tipo di bevande stanno contribuendo all’ormai diffuso problema dell’obesità e del diabete. Una porzione di 250ml di succo d’arancia contiene mediamente 115 calorie (o sette cucchiaini di zucchero) mentre una lattina di coca-cola 139 calorie. L'organizzazione mondiale della Sanità raccomanda di consumare ogni giorno non più di sei cucchiaini di zucchero.

PROBLEMA ANTIMONIO - Sebbene dal 2012 l'Unione Europea abbia espressamente vietato di addizionare zuccheri o edulcoranti artificiali, i succhi rimangono comunque un alimento industriale e, di conseguenza, vengono sottoposti a lavorazioni di packaging ed incremento della conservazione: per questo non possono, e non devono, ritenersi sostituti della frutta da cui derivano, che solitamente contiene più fibre, più vitamine e più sali minerali. I ricercatori dell'Università di Copenhagen hanno analizzato 42 tipi di succhi di frutta di 16 marche differenti, riscontrando una presenza di antimonio notevolmente superiore ai limiti imposti dall'Unione Europea. Ma cos’è l’antimonio e perché è dannoso? Si tratta di un semimetallo utilizzato come agente antifiamma e nella produzione industriale di vernici, smalti, ceramiche, gomme e leghe metalliche. E’ un elemento chimico considerato altamente tossico, al medesimo livello dell'arsenico e l'esposizione dell’uomo a questa sostanza, oltre a produrre una condizione di avvelenamento che può provocare il decesso, è considerata un fattore di rischio che causa l'insorgenza di patologie cardiovascolari e tumori.

Secondo i ricercatori danesi, la cui sperimentazione è stata pubblicata sulla rivista ‘Journal of Environmental Monitoring’, la causa dell’elevata concentrazione di antimonio potrebbe essere dovuta agli imballaggi, come Pet e Tetra Pak, con cui i succhi di frutta entrano in contatti per poi essere distribuiti.

S.C.




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