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Calciomercato > Estero > Calcio, dall'ebola alla guerra: ecco tutti i campionati a rischio

Calcio, dall'ebola alla guerra: ecco tutti i campionati a rischio

Ucraina, Libia, Sierra Leone e Liberia: tanti i Paesi dove i campionati sono in tilt


Juan Carlos Garrido (Getty Images)

14/10/2014 09:37

CALCIO TERRORISMO EBOLA GUERRA / ROMA - Il 2014 resterà impresso nella memoria delle generazioni future come uno degli anni più neri per il Mondo. Guerre, terrorismo più il ritorno di un virus infernale come quello dell'ebola. Anche il calcio, come sottolinea un'indagine condotta oggi da 'La Gazzetta dello Spot', è costretto a pagare per tutto questo.

GUERRA - In Ucraina 5 delle 14 squadre di Premier vengono dall’est e devono giocare a centinaia di chilometri da casa. Su tutte lo Shakhtar Donetsk. In Siria si continua a giocare solo per motivi propagandistici: solo nel 2010-11 il torneo si è fermato. In Libano il campionato si trascina dal 2005, quando un’autobomba uccise il premier Rafiq Hariri. Ma si gioca a porte semichiuse, con 200 spettatori a partita. In Iraq salta quasi un match su due: a Erbil, 4 titoli negli ultimi 8 anni, non sono riusciti nemmeno a esordire. Difficile la situazione nello Yemen per gli scontri fra oppositori sciiti e maggioranza sunnita, mentre in Egitto il 20 dicembre Al Masry e Al Ahly si incroceranno per la prima volta dal 1 febbraio 2012, quando 72 tifosi ospiti, schierati col fronte antigovernativo, furono uccisi a Port Said.

EBOLA - In Africa il virus sta seminando il terrore. Mentre la Caf ostenta sicurezza sulla praticabilità della Coppa d'Africa, i campionati sono fermi in Sierra Leone e Liberia.

 

M.D.F.




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