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Calciomercato > Scienza e tecnologia > Tecnologia, ‘mobile worker’: le aziende italiane risparmiano 9 miliardi di euro

Tecnologia, ‘mobile worker’: le aziende italiane risparmiano 9 miliardi di euro

La ricerca: le app presenti su smartphone e notebook hanno migliorato l'efficienza, ridotto i costi operativi e aumentato l'efficacia


App (Getty Images)

04/10/2014 10:54

TECNOLOGIA MOBILE WORKER APP LAVORATIVE / ROMA - Grazie ai 'mobile worker', i dipendenti che lavorano su dispositivi mobili, le aziende italiane, nel 2014, hanno risparmiato ben 9 miliardi di euro: sono questi i dati contenuti nell'annuale ricerca elaborata dall'Osservatorio mobile enterprise della ‘School of management’ del Politecnico di Milano. Lo studio ha dimostrato che l'utilizzo degli strumenti mobile, con le app 'lavorative’ presenti dallo smartphone al notebook, ha migliorato l'efficienza, ridotto i costi operativi e aumentato l'efficacia.

MOBILE WORKER - In Italia i 'mobile worker' sono 13 milioni, il 25% del totale, con camerieri e commessi a far da capofila davanti a top manager e imprenditori. Un mercato, secondo la ricerca, già consolidato ma che ha ancora ampi margini d'espansione.

DEVICE E APP –  I dispositivi mobili sono gli strumenti più utilizzati e coprono il 67% del mercato. Il 91% delle aziende, infatti, utilizzano lo smartphone e il 66% il tablet. In via di sviluppo la diffusione dei 'phablet', smartphone dagli schermi maxi, con il 19% delle imprese analizzate, e dei dispositivi indossabili, come gli smartwatch (aspettando i Google Glass), con un tasso di penetrazione ancora embrionale (2%). Secondo lo studio, inoltre, già il 51% delle aziende ha introdotto l'utilizzo di app.

GLI ESPERTI E I DATI– “Questo trinomio (mobile device, mobile biz-app e Enterprise Application store ndr), in ambito Business - afferma Andrea Rangone, Coordinatore Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano - rappresenta ormai un vero e proprio mercato, che per valore ha superato, nel 2013, la soglia di 1.800 milioni di euro. Cifra che, nei prossimi 2 anni, l’Osservatorio stima in crescita fino a quasi 3 miliardi di euro (a dispetto della crisi). Governare questo contesto può diventare un fattore sostanziale, in grado di rappresentare un importante differenziale competitivo grazie ai benefici di efficacia ed efficienza che le soluzioni Mobile possono portare alle organizzazioni. Benefici che, guardando alla molteplicità dei Mobile Worker presenti nel nostro Paese, non sono rilevanti solo per la singola impresa ma possono rappresentare un importante fonte di recupero di competitività per l’intero Sistema Paese: si attesta infatti su circa 9 miliardi di euro all'anno il valore del recupero di produttività stimato dall’Osservatorio per tutti i Mobile Worker già dotati di soluzioni Mobile per le proprie attività professionali”.

Claudia Nasuti, Ricercatrice dell’Osservatorio Mobile Enterprise afferma: “La Ricerca 2014 conferma una dinamica importante e crescente di adozione degli Eas, già presenti (anche con più tipologie di Eas implementate contemporaneamente) nel 71% delle aziende che hanno già introdotto o stanno introducendo delle Mobile Biz-App; un altro 12% delle aziende introdurrà a breve gli Eas (decisione già presa) e l’11% lo farà nel medio/lungo termine. Solo il 6% dei CIO intervistati non ha nessuna intenzione, per ora, di implementare una piattaforma EAS, principalmente perché si trova in una fase embrionale di introduzione di tecnologie Mobile nella propria organizzazione e ha deciso di gestire ancora manualmente l’installazione delle Mobile Biz-App sui dispositivi mobili”.

“Gli Smartphone sono ormai largamente diffusi nelle imprese analizzate (già presenti nel 91% di esse e in procinto di entrare in un altro 5%) e i Tablet li seguono a ruota (già adottati nel 66% e in procinto di essere introdotti in un altro 18%). Tra i Device a supporto dei processi di business non stupisce che tra i più diffusi figuri anche la famiglia dei Terminali Industriali, che hanno caratteristiche di robustezza e usabilità studiate appositamente per l’uso in contesti particolari - ha commentato Paolo Catti, Responsabile della Ricerca dell’Osservatorio Mobile Enterprise aggiungendo infine che - i nuovi dispositivi Wearable come per esempio gli Smart-Watches o gli Smart-Glasses, che hanno appena fatto il loro ingresso sulla scena, come era ragionevole attendersi, hanno un tasso di penetrazione ancora embrionale (2%), anche se non è da sottovalutare la percentuale delle imprese che ha già maturato l’ipotesi di introdurli: il 16%, di cui la stragrande maggioranza con orizzonte di medio periodo”.

S.C.




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