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Calciomercato > Milan > Milan, Torres: "L'Atletico è la mia casa ma avevo i rossoneri nel destino"

Milan, Torres: "L'Atletico è la mia casa ma avevo i rossoneri nel destino"

L'attaccante spagnolo ripercorre la sua carriera e dichiara amore eterno ai 'Colchoneros'


Fernando Torres (Getty Images)
Jonathan Terreni

03/10/2014 12:01

MILAN FERNANDO TORRES INTERVISTA / MILANO - Riempire i cuori rossoneri di emozione in questo nuovo corso non sarà di certo impresa facile. Fernando Torres è uno che nella sua carriera ha dovuto lottare tanto, con infortuni e critiche, passato in pochi anni da essere considerato uno dei più grandi centravanti mondiali a flop milionario senza possibilità di rinascita. Lui alla soglia dei trent'anni riparte da zero, così come il suo Milan. Si è rimesso in gioco dopo una difficile avventura al Chelsea che lo prelevò dal Liverpool a suon di sterline. E così gli anni passano e le opinioni si dividono: tra chi lo considera calciatore sopravvalutato e chi crede che il suo carattere, troppo fragile, abbia subito negli anni le ingombranti presenze di gente come Drogba ed Eto'o. In un'intervista a 'Panenka' lo spagnolo ripercorre la storia della sua carriera, ascoltando il cuore e leggendo il destino.

"Il rammarico più grande è non essere riuscito a vincere niente con l'Atletico Madrid ma quelli sono stati anni incredibili che porterò sempre nel cuore. Quella è la mia unica casa e sono orgoglioso di aver difeso quella maglia. E' normale oggi che i tifosi dopo la stagione passata si sentano un po' demeralizzati per aver perso grandi campioni ma questo deve anche rendere orgogliosa la società per il lavoro fatto".

Dopo tanto inseguimento, negli ultimi giorni di calciomercato, alla fine ecco Milano: "Per la mia crescita e per esigenze del club ho provato una nuova esperienza e devo ringraziare le squadre in cui ho giocato, sia il Liverpool che il Chelsea. Auguro a loro il meglio. Penso che il Milan fosse scritto nel mio destino perchè quando giocavo in Spagna, già da ragazzino, Albertini provò a portarmi a Milano. L'appuntamento è stato solo rimandato perché i rossoneri mi hanno sempre apprezzato e finalmente sono arrivato qui".

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