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Calciomercato > Serie A > Serie A, Verratti: "La Roma mi ha stupito. Il Milan? Se arriva terzo è un miracolo"

Serie A, Verratti: "La Roma mi ha stupito. Il Milan? Se arriva terzo è un miracolo"

Il centrocampista del Paris Saint-Germain: "Io mezzala in Nazionale? Come mettermi terzino!"


Marco Verratti (Getty Images)
Stefano D'Alessio (Twitter: @SDAlessio)

26/09/2014 07:47

SERIE A INTERVISTA VERRATTI PSG NAZIONALE ITALIA / PARIGI (Francia) - Marco Verratti, centrocampista del Paris Saint-Germain e della Nazionale italiana, ha concesso un'intervista a 'La Gazzetta dello Sport' nel corso della quale ha parlato delle ultime news Serie A e Ligue 1, di Nazionale e del suo personale calciomercato. Ve ne riportiamo alcuni estratti:

PSG - "A Parigi il leader è Ibrahimovic. Quando parla lo ascoltano tutti, non dice mai nulla di insensato".

TROPPI CARTELLINI - "Voglio cambiare. Alcuni sono falli tattici e ci stanno ma gli altri, quelli per proteste, non mi piacciono. Ho promesso che non prenderò un giallo del genere in tutta la stagione".

SERIE A - "La Roma mi ha stupito a centrocampo: ha capito che deve pressare alto come il Barcellona. E al fantacalcio ho puntato su Gervinho. Kovacic mi colpì fin dai tempi in cui giocava nella Dinamo Zagabria, ora ha anche capito come si gioca in Italia. Inzaghi ha riportato entusiasmo al Milan, ma la rosa non è tra le migliori. Se arriva terzo fa un miracolo".

MONDIALE - "E' stata la gioia e la delusione di più grande. Quando ho saputo che avrei giocato la prima partita mi stavo sentendo male. Non ho nessun senso di colpa per come è andata, non sono fragile e nessuno mi ha mai regalato niente. Buffon e De Rossi sono tra quelli che parlano meno in Nazionale. Da loro ho imparato molto. In Brasile, comunque, non ha litigato nessuno".

RUOLO E FUTURO IN NAZIONALE - "In Nazionale può giocare uno solo tra me, Pirlo e De Rossi. Nessuno dei tre può fare la mezzala come vuole Conte, l'interno 'di gamba'. Io lo farei con tutto il cuore, ma è come mettermi terzino. Gli allenamenti di Conte sono strani, c'è moltissima tattica. Sotto quel punto di vista è tra i migliori allenatori che abbia mai avuto. Con Pirlo ho un ottimo rapporto".

CALCIATORE PREFERITO - "Messi è il calciatore più forte della storia del calcio, forse alla pari con Maradona. Tra Balotelli e Immobile comprerei il mio amico Ciro. Per lui il Borussia Dortmund è perfetto".

INFANZIA - "Da piccolo non vedevo neanche i cartoni animati. Solo pallone. In casa avevamo le porte piccoline, io e mio fratello giocavamo sempre. Per questo non so fare grandi giochini con il pallone come El Shaarawy: mai fatta una gara di palleggi".

TERREMOTO A L'AQUILA NEL 2009 - "Mi sono svegliato di notte, ero come paralizzato, non riuscivo a camminare. Mi hanno portato fuori casa e non ci sono rientrato per tre mesi. Un po’ abbiamo dormito in macchina, un po’ a casa di parenti e amici. Dopo qualche settimana ovviamente tutto è tornato alla normalità e ho ricominciato a pensare al calcio".

 

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