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Calciomercato > Milan > Milan-Juventus, Albertini: "Bianconeri favoriti ma per Inzaghi è la svolta". E su Tavecchio...

Milan-Juventus, Albertini: "Bianconeri favoriti ma per Inzaghi è la svolta". E su Tavecchio...

L'ex centrocampista rossonero presenta la sfida di 'San Siro' e torna sull'elezione del nuovo presidente della Figc


Demetrio Albertini ©Getty Images
Jonathan Terreni

19/09/2014 11:54

MILAN JUVENTUS ALBERTINI TAVECCHIO / ROMA - Vecchi ricordi e nuovi rancori, uno come lui le grandi sfide le ha sempre amate, prima da calciatore poi da dirigente. Quello che è stato il grande avversario di Carlo Tavecchio nella corsa alla presidenza della Figc, Demetrio Albertini, presenta il 'big match' di domani sera Milan-Juventus visto dagli occhi di un'ex bandiera rossonera: "La Juventus resta la favorita in Italia ma con Allegri parte da zero e può aprire un nuovo ciclo vincente grazie ad un calciomercato ben fatto - dice in un'intervista al 'Corriere dello Sport' -. E' ancora presto per dire se il Milan lotterà per lo Scudetto ma ai miei tempi questa era la sfida per eccellenza. La squadra di Inzaghi è un cantiere aperto e dobbiamo attendere le prime difficoltà per capire determinate cose. Certo, se domani i rossoneri dovessero vincere, sarebbe una grande botta di fiducia per tutto l'ambiente. Pippo ha tutte le carte in regola per creare un Milan vincente. Attenti però anche alle sorprese come l'Inter.

In Europa bisogna essere un pò presuntosi e consapevoli della propria forza. Non dobbiamo solo difenderci ma imporre il nostro gioco per crederci fino in fondo. L'Atletico Madrid è la dimostrazione che si possono fare grandi cose con fatturati minori".

Poi torna sulle questioni dirigenziali: "Sono anni che la vedo in maniera diversa rispetto a Lotito. Rispetto ma non condivido le scelte dei club. Si alle riforme con grandi progetti sportivi, no alle lotte di potere. Serie B e Lega Pro devono tornare ad essere i nostri trampolini per i giovani. Per il momento vedo tanti proclami e pochi fatti. Il programma sulle seconde squadre era stato consegnato a Tavecchio, non a me. Le multiproprietà rappresentano un passo indietro, non è l'evoluzione. Sono come un 'cavallo di troia'. La riforma delle rose non c'era nel programma Tavecchio ma ora si. Mi fa piacere che si ispirino alle mie proposte, per il bene di tutti".




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