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Calciomercato > Roma > Roma-CSKA Mosca, Capello: "Garcia, non fidarti"

Roma-CSKA Mosca, Capello: "Garcia, non fidarti"

L'ex tecnico della Roma, adesso Ct della Russia, ha parlato della sfida


Fabio Capello © Getty Images
Andrea Corti (Twitter: @cortionline)

17/09/2014 08:10

ROMA CSKA MOSCA CAPELLO / ROMA - La Roma la conosce bene per esserne stato allenatore per un quinquennio (con tanto di scudetto nel 2001), il CSKA Mosca altrettanto visto il suo attuale ruolo di Ct della Russia: Fabio Capello è l'uomo giusto per parlare della sfida che sta monopolizzando le news Roma in programma questa sera allo stadio 'Olimpico'. Il tecnico di Pieris ha rilasciato un'intervista a 'La Gazzetta dello Sport': "La prima partita di un girone è sempre quella della pressione psicologica e ne ha di più chi gioca in casa. La Roma è forte e per questo per me è importante verificare l’approccio dei miei giocatori a una partita potenzialmente difficile, tanto più per chi solo da un anno è abituato a giocare la Champions League. Però fossi in Garcia non mi fiderei granché di questo Cska. Lo dico tanto più dopo il calciomercato: Eremenko e Natcho sono due rinforzi importanti in sé, che in più completano bene la squadra. La squadra russa è un’avversaria organizzata, compatta, ma non così scontata da affrontare, perché ha una variabile importante: quei due là davanti, Musa e Doumbia, sono imprevedibili e soprattutto velocissimi".

ITALIANE - Poi Capello ha analizzato le prospettive delle due squadre italiane in Champions League, partendo dai Campioni d'Italia quest'anno affidati a Massimiliano Allegri: "La Juventus ha un girone più facile e più esperienza. Ed è più competitiva dell’anno scorso perché è riuscita a tenersi i suoi uomini mercato. Probabilmente il girone della Roma è il più duro di tutti. Ho visto dal vivo il Manchester City con l’Arsenal, sabato scorso: una partita fantastica per l’intensità straordinaria di tutte due le squadre, e chi pensava a un City appagato dal campionato vinto si metta pure il cuore in pace. A parte il talento offensivo, quando si ha gente come Yaya Touré, Kompany, Zabaleta, Fernandinho, si ha gente che non ci sta a perdere. Mai".

 

 




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