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Calciomercato > Juventus > L'Editoriale di Marchetti - Ecco che mercato è stato!

L'Editoriale di Marchetti - Ecco che mercato è stato!

Consueto appuntamento con il nostro editorialista ed esperto di mercato di Sky Sport 24


Luca Marchetti
Luca Marchetti (@LucaMarchetti)

02/09/2014 16:30

EDITORIALE MARCHETTI ECCO CHE MERCATO E' STATTO / MILANO - Alzi la mano chi si aspettava un calciomercato diverso. E soprattutto ci dica diverso perché. Non sono arrivati grandi campioni, la grandi star internazionali, ma ci siamo divertiti lo stesso. Ecco perché ed ecco che mercato è stato...

È stato il mercato di Walter Sabatini e della Roma che forse è quello che si è divertito di più. Ha speso, ha comprato, ha depistato, ha affondato. Ha costruito una Roma più forte rispetto dello scorso anno, per assaltare la Juve e strappargli lo scudetto dal petto. Conoscendolo il fatto che il mercato sia finito non cambierà molto!

È stato il mercato dell'Hellas, la squadra che forse ha meravigliato di più, quella che ha fatto i colpi ad effetto. Prima protagonista nel condurre la trattativa Iturbe, poi portando in Italia due ex Barcellona: Saviola e Marquez.
E a proposito di difensori è proprio lì che si è concentrata la maggior parte dei grandi giocatori arrivati quest'estate in Italia: Cole, Vidic, Marquez ed Evra. Forse perché l'importante è non prenderle e si comincia a costruire da dietro. Forse perché gli attaccanti costano molto di più.

È stato come al solito il mercato degli ultimi tre giorni del Milan che ha piazzato due ottimi rinforzi: Torres e Bonaventura. Occhio perché sono due che ti possono cambiare la squadra.

È stato il mercato del sogno accarezzato: quello della Juventus che ha provato a portare in Italia uno dei migliori centravanti del mondo: Radamel Falcao. Con pochissime chanches concrete a dire il vero, ma ci ha provato. Prendere tanto per prendere non vale la pena, questo hanno pensato a Torino. Ma questo hanno pensato in tutto il resto d'Italia.

È stato il mercato del risparmio. Pensate che in tutta la Serie A sono stati spesi circa 300 milioni di euro. Soltanto il Manchester United in Inghilterra ne ha spesi più di 200. Questa è la capacità di spesa del calcio italiano, pochissima. Ecco perché i grandi nomi non possono venire. Ecco perché bisognerebbe ripartire dai giovani, dal basso. Invece i giovani continuano ad andarsene e alle volte c'è la sensazione dell'improvvisazione.

È stato il mercato (come al solito) dell'ultimo minuto. Per alcuni è strategia, per altri è necessità o mancanza di idee. Infatti alcuni colpi sono saltati proprio all'ultimo secondo, quando magari potevano essere sfruttate meglio le settimane precedenti. In questo il calciomercato Inter e quello della Lazio hanno aperto la strada, dando ai propri allenatori i nuovi arrivati il prima possibile, praticamente entro la fine di luglio. Non avranno avuto i titoli gli ultimi 10 giorni sui giornali e in tv ma la squadra sì.

È stato il mercato della vicenda Conte,  forse è il colpo di scena più grande mai visto negli ultimi 30 anni di calcio.

Ma è stato anche il mercato delle offerte respinte, e almeno in questo l'Italia si è stretta intorno ai suoi campioni, come fossero tutti suo Piave. La Juve ha tenuto Vidal e Pogba, la Fiorentina Cuadrado, l'Inter Kovacic, la Roma Strootman, il Napooli Higuain e Callejon, il Milan De Sciglio...Solo per citare i primi che mi vengono in mente. Non è da sottovalutare questo aspetto: io non avrei scommesso un centesimo che sarebbero rimasti tutti questi, anzi...Far rimanere un giocatore così importante equivale a un grande acquisto.

È stato ancora una volta il mercato del mancato trasferimento di Biabiany e Guarin all'ultimo giorno. Evidentemente certe cose devi averne nel dna!

È stato il mercato in cui le spese pazze non sono più contemplate: prendete Empoli e Cesena che hanno preferito puntare sul gruppo della promozione più che su qualche milione di euro su qualche esotico giocatore (che non avrebbe cambiato i destini di nessuno).

È stato il mercato sotto tono di Napoli e Palermo, due grandi piazze del sud, stracolme di passione. Motivi diametralmente opposti: a Napoli c'è una logica ferrea a cui non si sfugge, tetto ingaggi, niente follie. Quindi è anche complicato trovare a basso costo giocatori che possano migliorare un impianto già molto buono. A Palermo tante scommesse: vincerle tutte sarà un'impresa.

È stato il mercato dei derby: quello fra le genovesi che si sono incrociate molto sul mercato con alterne fortune. Entrambe a mio avviso hanno migliorato la squadra e hanno due allenatori estremamente efficaci. Il derby anche per Astori che ha movimentato due giornate di mercato come non succedeva da tempo. E il derby personale di Quagliarella e Amauri: la coppia bianconera che ora dovrà far volare il Torino in Europa.

È stato il mercato senza comproprietà e quindi via ai prestiti biennali con obbligo di riscatto alla prima presenza (copyright by Inter/Roma per Dodo) oppure il diritto de recompra (Juve/Real per Morata) o il riscatto e controriscatto. O addirittura del prestito che cambia a seconda delle presenze.

È stato comunque il mercato dei sogni. Ora tocca al campo, come al solito. Qualche settimana per pensarci su, poi di nuovo ci si vedrà di nuovo, per cambiare di nuovo.




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