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Calciomercato > Primo Piano > VIDEO CM.IT - Roma, Balzaretti: "Non so se tornerò in campo"

VIDEO CM.IT - Roma, Balzaretti: "Non so se tornerò in campo"

Il terzino giallorosso: "Ho pensato di ritirarmi ma non mollo. Mi sento ancora un calciatore"


Balzaretti (Calciomercato.it)
dall'inviato Andrea Corti (Twitter: @cortionline) / Silvio Frantellizzi

02/09/2014 14:00

DIRETTA CONFERENZA STAMPA ROMA BALZARETTI/ ROMA - Federico Balzaretti interviene in conferenza stampa nel centro sportivo di Trigoria insieme al responsabile sanitario dei giallorossi Francesco Colautti. Un appuntamento atteso soprattutto per via delle indiscrezioni circolate negli ultimi giorni, secondo le quali Balzaretti, fuori per infortunio durante gran parte dello scorso campionato, stesse meditando un addio dal calcio.

LE TAPPE DELL'INFORTUNIO - "Questa è una conferenza stampa con la quale voglio fare una piccola cronistoria del mio percorso e per esprimere i miei sentimenti - spiega Balzaretti che monopolizza le notizie Roma con la sua testimonianza - Il problema è nato una decina mesi fa, ho sentito un dolore al pube dopo la gara con il Torino. Non avendo mai avuto un problema simile ho pensato che fosse una cosa passeggera e ho giocato la partita con il Sassuolo. Al termine di quel match mi sono dovuto fermare e abbiamo quindi riscontrato il problema alla sinfisi pubica. Dopo quella partita non riuscivo nemmeno a camminare"

RIABILITAZIONE - "Abbiamo provato a fare un’operazione negli USA che non ha dato grandi risultati. Abbiamo poi fatto vari tentativi in Germania - rivela Balzaretti sull'infortunio che ha costretto la Roma a tornare sul calciomercato ingaggiando Col e Holebas - Questo problema purtroppo non mi permette di fare le cose minime sul campo: ogni volta che calcio esce fuori l'infiammazione".

TEMPI - "Essendo sempre chiaro con i tifosi, dico che devo fare ancora dei mesi di terapia, non sappiamo quanti. Con i dottori abbiamo deciso di lavorare con dei campi elettromagnetici. Il dolore potrebbe restare per sempre ma io voglio guarire, mi sento ancora un calciatore ed è una promessa che ho fatto a tutti. Andare al campo ed avere sempre male è frustrante".

OBIETTIVO - "Farò di tutto per tornare a giocare perché è la cosa che più amo al mondo. Mi sento in colpa per i compagni, vorrei soffrire e gioire con loro. Voglio ringraziare la società ed i dottori che mi sono sempre stati vicini in un momento difficile anche dal punto di vista psicologico. Ai tifosi dico che non mollo anche se non so se e quando supererò il problema".

CONTRATTO - "Una riduzione dello stipendio? La società ha carta bianca, può fare quello che vuole. Io ho parlato con il presidente e gli altri dirigenti, mi sono sempre stati vicini. La società ci tratta come persone, non come semplici giocatori. La Roma è una famiglia e per questo tutti vogliono venire qui".

RITIRO - "Mi è passato per la testa il pensiero di ritirarmi ma fortunatamente, dopo è arrivata la parte del calciatore che dice 'non mollo' e grazie a Dio sono ancora in questa fase. Darò il mille per cento per giocare, non voglio rimpianti. Quello che mi è successo è un qualcosa che nasce negli anni. La mia corsa e il mio modo di giocare mi hanno portato all'usura. Non mi risparmio mai in partita e in allenamento e sono contento perché altrimenti non avrei mai avuto l'occasione di giocare nella Roma".

LA SQUADRA - "Se è cambiato il mio rapporto con la squadra? Il mister è fantastico, non ci sono parole per descrivere le sue capacità umane, è come un padre. Mi chiama sempre, mi fa sentire partecipe del gruppo. E' a me che dispiace non esserci, contavo di stare bene per settembre e mi dispiace non poter dare il mio contributo sul campo".

FUTURO - "Se mi piacerebbe fare l'allenatore un giorno? Non rispondo perché mi sento ancora un calciatore e voglio pensare solo a questo. Il compagno che mi è stato più vicino di tutti? Non è facile fare nomi. Certo, con qualcuno ho legato di più e con altri di meno, ma tutti mi sono stati vicini.  Prometto che ce la metterò tutta per tornare".

COLAIUTTI - Queste invece le parole del responsabile sanitario della Roma Colaiutti: "Parlerei di una patologia complessa che ha effetti multipli che purtroppo si può prolungare. Federico non è stato sottoposto a trattamenti pericolosi. Il problema si è evoluto in maniera veloce e questo ha influito sul mancato recupero".




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