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Calciomercato > Fiorentina > Fiorentina, Gomez: "Cuadrado vale Ribery. Rossi..."

Fiorentina, Gomez: "Cuadrado vale Ribery. Rossi..."

Le parole dell'attaccante tedesco a pochi giorni dsll'esordio in campionato


Mario Gomez (Getty Images)
Andrea Corti (Twitter: @cortionline)

28/08/2014 08:41

FIORENTINA MARIO GOMEZ / FIRENZE - A due giorni dalla prima partita del campionato contro la Roma, l'attaccante della Fiorentina Mario Gomez ha confessato le sue sensazioni e le sue ambizioni al 'Corriere dello Sport': "L'anno appena passato è stato brutto, ma penso anche che ci sono colleghi che hanno dei problemi ogni stagione. Per me adesso conta stare bene, tutto il resto sono certo che verrà. Dobbiamo provare ad andare in Champions, non mi piace fare proclami ma dico che ci proveremo, spero che ci sia meno distanza con chi ci ha preceduto. Però non sarà facile, la Roma è sempre molto forte come pure la Juve. E dovremo fare i conti pure con Milan e Inter che si sono mosse sul mercato".

CUADRADO - "Come potenzialità e talento direi proprio di sì, è sullo stesso piano di Ribery, anche se i paragoni non mi piacciono perché ogni giocatore è diverso dall’altro. Certo, con gli anni conta anche l’esperienza e Ribery e Robben ne hanno da vendere. Io stesso quando ero giovane non ero ai livelli attuali e questo vale per tutti. Cuadrado ha un talento incredibile e sono contento se resterà con noi".

ROSSI - "E’ un bravissimo ragazzo, uno che davvero vive per il calcio: se è difficile per ogni giocatore stare fermo, per lui lo è ancora di più. Però, mentre ci parlavo, ho avvertito una grande energia, una carica, una forza come nessun altro. Non sa ancora cosa dovrà fare ma è così forte di testa da poter affrontare tutto. Gli faccio i complimenti perché non è per nulla facile vivere una situazione come questa. L’anno scorso è stata per entrambi una grossa sofferenza restare in tribuna, un pezzo del cuore è in campo ma non puoi fare nulla per la tua squadra e i tuoi compagni e questo è bruttissimo".

MONDIALE - "Mi è mancato tantissimo non vivere quel clima, quella atmosfera, quegli stadi, non stare quei due mesi in Brasile, la patria dei miei idoli di gioventù, Rivaldo, Ronaldo, Romario. Ci sono giocatori che non hanno giocato neppure un minuto e sono campioni del mondo. Non mi interessa questo, mi interessava vivere tutta quell’esperienza con la mia nazionale".

 




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