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Calciomercato > Cesena > Cesena, Bisoli: "Sarò il più fesso, ma i soldi per me non contano"

Cesena, Bisoli: "Sarò il più fesso, ma i soldi per me non contano"

L'allenatore dei bianconeri ha parlato in vista dell'inizio del campionato


Bisoli (Getty Images)

26/08/2014 11:57

CESENA BISOLI INTERVISTA / CESENA - Intervistato da 'La Gazzetta dello Sport', l'allenatore del Cesena Pierpaolo Bisoli ha parlato della sua nuova avventura in Serie A, svelando anche alcune curiosità. "Ho allenato in tutte le categorie e non ho paura di scendere o salire - ha spiegato Bisoli - ho fatto risultati, ho subito due esoneri ma non li giudico fallimenti. A Cagliari mi hanno cacciato quando ero undicesimo. A Bologna non mi hanno dato tempo però, alla lunga, il mio lavoro è servito a Pioli per fare 51 punti. Ho scoperto e avviato in Nazionale giocatori come Parolo, Diamanti, Giaccherini e Schelotto. Perciò non devo dimostrare proprio nulla a nessuno. E se tornassi indietro, rifarei tutto. Ho fatto tanta gavetta, nessuno mi ha spianato la strada. Non ho il procuratore, non ho sponsor, non frequento i salotti buoni, vivo in tuta e odio la cravatta. Ultimo nella classifica ingaggi? Non mi importa. Per me i soldi valgono zero quando sono sul campo. Conte guadagna tanto? Bravo lui. Forse sono io il più fesso, però sto bene così. Vengo da una famiglia umile, sono orgoglioso delle mie origini montanare. Avevo 7 anni quando ho perso il padre, un lutto che mi ha spinto a crescere in fretta. Il calcio mi ha preso subito, a 14 anni giocavo nelle giovanili della Pistoiese e facevo tutti i giorni Porretta-Pistoia (km 35) in vespa senza saltare un allenamento. Il calcio mi ha dato tutto. Col primo ingaggio da professionista ho comprato l’auto nuova, un’Audi 80, costo 22 milioni di lire. Col calcio ho cresciuto una bellissima famiglia con due figli che giocano in Lega Pro: Dimitri a Santarcangelo e Davide a Forlì. Il calcio mi dà la possibilità di andare in pensione a 53 anni. Ma lo vivo più con sofferenza che con gioia".

M.Z.




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