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Calciomercato > Napoli > Napoli - Insulti, fischi e... Zeman: i perché della crisi Insigne-tifosi

Napoli - Insulti, fischi e... Zeman: i perché della crisi Insigne-tifosi

Viaggio nelle ragioni e i retroscena di un amore mai completamente sbocciato


Un redivivo Lorenzo Insigne (Getty Images)
Antonio Papa

20/08/2014 19:34

NAPOLI INSIGNE TIFOSI CRISI ZEMAN / NAPOLI - E così, Lorenzo, sei arrivato alla resa dei conti. Quel "vaffa" appena accennato a febbraio, poi ridimensionato con le scuse, lo screzio estivo a Dimaro, anch'esso subito rientrato. Poi la bomba di ieri, fragorosa mille volte più dei fischi dei tifosi. E' una partita decisiva e Lorenzo Insigne sta giocando male, molto male, fra i peggiori in campo. Benìtez lo toglie e dagli spalti qualcuno accenna ad un segno di disapprovazione per la prestazione del talentino napoletano. Lui non se lo fa ripetere due volte ed inizia ad agitare la mano, quasi ad incoraggiare il pubblico a fischiarlo ancora. Una frattura seria, aggravata dalla doppia recidiva e dall'uscita infelice su Instagram di sua moglie, che stamattina ha rincarato la dose contro i tifosi: "Andate a fan... tifosi occasionali del c..., non lo meritate a Napoli". L'ultima batosta violenta ad un rapporto mai decollato del tutto. 

PRESSING PROCURATORI - Non è un mistero che Insigne, "figlio" tattico di Zdenek Zeman, non si sia mai adattato del tutto al 4-2-3-1 di Rafa  Benìtez, che prevede un duro lavoro di supporto alla fase difensiva. Lui non dice una parola, a quanto pare si esprime meglio a gesti. Ma per lui hanno parlato a più riprese i suoi procuratori, Fabio Andreotti ed Antonio Ottaiano, che hanno palesato l'inadeguatezza del loro pupillo a giocare da ala sinistra. Del resto per Lorenzo parlano i numeri: lo scorso anno 51 presenze con 9 reti in tutto, pochine se rapportate alle 13 (in 47 gare) del suo "concorrente" Dries Mertens, per giunta in campo anche molti minuti in meno. Verità o solo un alibi per una stagione in chiaroscuro? Lo potremmo sapere quest'anno se Lorenzo continuasse il suo master alla scuola spagnola: Benìtez per agevolarlo gli ha anche piazzato alle spalle una guardia del corpo come Britos, che essendo più bloccato di Ghoulam lo svincola da compiti di copertura. I risultati per ora non si sono visti, e chissà se si vedranno mai: dopo la bagaria di ieri sera il futuro è una vera e propria incognita. 

IL MAGNIFICO A FIRENZE? - Scugnizzo qua e scugnizzo là, il gioco non vale più la candela, anche perché ha annoiato prima di tutto il calciatore, che si è "ribellato" a questa storiella proprio a Dimaro, quando si rifiutò di salutare i tifosi alla presentazione ufficiale. La sensazione sempre crescente è che Insigne sopporti malvolentieri la pesante etichetta di simbolo della napoletanità che vogliono affibbiargli a tutti i costi, viceversa i tifosi non si sentono abbastanza rappresentati da un ragazzo di 22 anni che inanella una mancanza di rispetto dietro l'altra. Il confronto di ieri sera con Iker Muniain, lui sì vero profeta in patria, è stato a dir poco impietoso. Ed ora è inevitabile sentire di nuovo l'eco di quei venti di tempesta. Ad inizio luglio si è parlato di un'offerta di 20 milioni dell'Arsenal, rispedita subito al mittente. Ora i Gunners si sono coperti e sarebbe difficile riallacciare i contatti. Meno improbabile invece un ritorno di fiamma con la Fiorentina: il suo conterraneo Montella lo stima da sempre e lo vedrebbe alla perfezione in un ipotetico 4-3-3. Chissà, magari con un'eventuale cessione di Cuadrado i Della Valle busserebbero proprio alla porta di De Laurentiis, con una possibilità in più di sentirsi rispondere un "parliamone" piuttosto che un no secco.




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