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Calciomercato > Marchetti > L'Editoriale di Marchetti - Nazionale: Conte sì, Conte no. L'Italia si divide sempre. Tu da che par

L'Editoriale di Marchetti - Nazionale: Conte sì, Conte no. L'Italia si divide sempre. Tu da che parte stai?

Consueto appuntamento con il nostro editorialista ed esperto di mercato di Sky Sport 24


Luca Marchetti
Luca Marchetti (@LucaMarchetti)

15/08/2014 16:12

EDITORIALE LUCA MARCHETTI CALCIOMERCATO CONTE CT ITALIA NAZIONALE / MILANO - Dopo il Mondiale brasiliano si chiedeva una svolta. Un'inversione di rotta. E Conte in questo momento rappresentava di sicuro la miglior scelta possibile. Già con questa affermazione credo di aver dichiarato la mia intenzione di voto!

Ora si discute sul compenso di Conte: troppo? Poco? Io sono sempre stato convinto di una cosa: in certi ambiti certi guadagni sono la logica conseguenza della propria esperienza. Si sarebbe potuto spendere di meno? Sì, certo. Senza prendere Conte come ct. La scelta, nel calciomercato degli allenatori, sarebbe magari ricaduta su altri, altrettanto validi. Ma in questo momento l'ex allenatore della Juventus rappresentava la scelta migliore. Senza dubbio e senza nulla togliere agli altri (autorevolissimi) candidati.

Dopo le tantissime polemiche sulla famosa frase delle banane, Tavecchio ha risposto al suo primo incarico scegliendo il profilo migliore. E ora la polemica si è spostata sul compenso. Di sicuro è alto. Ma come detto è in linea con il valore del professionista. Se vuoi uno dei migliori devi pagarlo come uno dei migliori. Ma al di là di queste valutazioni va ricordato (come noto) che lo sponsor copre più della metà dell'importo. Qualcuno potrebbe obiettare che un allenatore di club ha un lavoro più intenso e continuativo nel tempo. Magari anche con più stress. Ma ribadisco: non è stato un obbligo prendere Conte.

Poi il dibattito su questa news Italia potrebbe aprirsi sull'impatto che Conte può avere con il lavoro sul campo. Sacchi ha detto che non basta, che non è la stessa cosa. Vero. Verissimo. Quindi torniamo al punto di prima: vale la pena spendere così tanti soldi (indipendentemente da chi li tira fuori) per un lavoro che potrebbe essere meno incisivo di quanto si pensi? In realtà Conte avrà una responsabilità a 360 gradi e interverrà su tutta la programmazione azzurra.

La verità è che il suo lavoro andrà valutato alla fine dei due anni. Conteranno i risultati, certo. Ma non solo. Le prospettive, le impostazioni, il percorso. La bravura, la competenza e l'ambizione di Conte faranno il resto. È una scommessa, vero. Ma con pochi margini di rischio. La svolta c'è stata. Ora dopo le parole e le promesse servono i fatti. Non chiediamoglieli subito, nella prossima amichevole a Bari. Serve tempo, ma la scelta, per me, è giusta. E per voi?




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