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Calciomercato > Marchetti > L'Editoriale di Marchetti - Nazionale, i dilemmi di Conte. Cosa serve per vestirlo d'Azzurro

L'Editoriale di Marchetti - Nazionale, i dilemmi di Conte. Cosa serve per vestirlo d'Azzurro

Consueto appuntamento con il nostro editorialista ed esperto di mercato di Sky Sport 24


Luca Marchetti
Luca Marchetti (@LucaMarchetti)

13/08/2014 15:45

EDITORIALE MARCHETTI CALCIOMERCATO CONTE NAZIONALE / MILANO - È ancora in vacanza, tecnicamente, ma il telefono non smette un attimo di suonare. È normale che sia così, ed è già un grande passo in avanti (o in più) rispetto alle previsioni. Ognuno di noi ha parlato di Antonio Conte ct dell'Italia, anche prima della scelta di dividersi dalla Juventus. Ma, obiettivamente, erano solo idee. Nessun progetto concreto sul tavolo, nessuna chiacchierata né formale, né informale. Mai Conte è stato così vicino ad essere l'allenatore della Nazionale. Ma questo non significa che sia tutto fatto, anzi. Chi ha avuto il piacere di conoscerlo sa quanto sia pignolo, perfezionista. Sa che non gli piacciono le avventure tanto per il brivido di farle. Le scommesse sì, ma giocando secondo le sue regole.

Non è una questione di soldi. O almeno non solo. Perché non bisogna neanche essere ipocriti e pensare che di denaro non bisogna parlare. Ma quello che deve scattare nella testa di Conte è rendersi conto di essere l'uomo giusto, l'allenatore giusto per gli Azzurri. I soldi sono sicuramente una parte importante (e la Federazione sta trovando il modo di potersi avvicinare al compenso dell'ex allenatore bianconero) ma da soli non bastano. Conte vuole vedere che davvero tutto quello che ora si dice e si scrive sia anche nelle intenzioni del neo presidente federale Tavecchio. Il forte coinvolgimento dei club, gli stage durante il campionato (almeno 2-3) oltre i normali ritiri prepartita, un dialogo continuo. Insomma la Nazionale italiana al centro di tutto: l'unico modo per risollevare il calcio è quello di creare un percorso condiviso. Come se non bastasse anche la completa supervisione di tutto il settore tecnico (tutte le giovanili insomma).

Alcune di queste necessità erano state messe come priorità anche da Prandelli, a dire il vero. Quindi non sono nuove in Figc. Ora però bisogna scriverle. Altrimenti Conte quando vedrà Tavecchio ascolterà, annuirà, condividerà e poi saluterà. Senza firmare. Per avere una chanche di vedere Conte ct bisogna che suo contratto ci sia una cifra congrua e una serie di vincoli da mantenere. D'altronde la sua forza in questi tre anni alla Juventus è stata quella della mentalità da inculcare giorno dopo giorno. Il lavoro in Nazionale è diverso da quello del club. Ma per avvicinarli ci vuole uno sforzo. Conte è pensieroso. È in vacanza. Ma il suo telefono continua a vibrare...




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