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Calciomercato > In evidenza > SPECIALE CM.IT - Serie A, Allegri-Mazzarri-Chiellini: quando la livornesità è un marchio di fabbri

SPECIALE CM.IT - Serie A, Allegri-Mazzarri-Chiellini: quando la livornesità è un marchio di fabbrica

Caratteri forti e determinati, spesso troppo impulsivi. Differenze e similitudini dei tre 'toscanacci'


Mazzarri, Allegri e Chiellini (Calciomercato.it)
Jonathan Terreni

10/08/2014 17:45

SERIE A ALLEGRI MAZZARRI CHIELLINI / ROMA - Quando il calcio chiama la Toscana ed in particolare la città di Livorno, risponde. Il carattere focoso dei livornesi è noto nel corso del tempo e non solo in questo sport. Gente tosta, impulsiva ma generosa e sempre determinata a raggiungere i propri scopi a qualsiasi costo. Con il ritorno in panchina di Allegri la colonia dei labronici si è fortificata. Assieme a Mazzarri e Chiellini rappresentano il carattere profondo di una città dove il calcio è una malattia, un'aggregazione sociale. Calciomercato.it analizza differenze e similitudini dei 'cacciuccari' del nostro campionato.

ALLEGRI - Dopo l'addio al Milan è tornato a sedersi su una panchina, quella della Juventus. E se per molti viene visto come una mancanza di rispetto, per altri è sinonimo di professionalità e attaccamento al lavoro, fomentato da una passione invidiabile. Massimiliano detto 'acciuga' è quello che può essere definito il vero livornese di 'scoglio'. Uno tutto mare e partitelle con gli amici sugli stabilimenti balneari della città, dentro a quel famoso 'gabbione' importato per la prima volta da Armando Picchi nella sua Livorno; una gabbia di ferro sotto il sole cocente dove il pallone non conosce pause; allenamento duro e innovativo fin dai tempi della Grande Inter. Uno di città Allegri, mondano ma riservato allo stesso tempo. Affezionato ai vecchi amici ma con lo spirito libertino trasportato dal vento del calcio. Adesso è tornato, la Serie A è la sua (seconda) casa.

MAZZARRI - Guai a definirlo un livornese doc. Walter Mazzarri è precisamente di San Vincenzo, paesino di circa settemila abitanti sulla costa labronica, a 70 chilometri dalla città, e non è da poco. Considerato un pò come un forestiero, il suo rapporto con la città ha sempre vissuto di amore e odio. Certo, la gente gli sarà per sempre riconoscente per aver riportato gli amaranto in Serie A nel 2004 dopo 55 anni ma l'addio non è stato dei migliori. Qualche incomprensione con i tifosi e con la società hanno instaurato un rapporto di rispetto ma non di amore incondizionato. Il carattere e la grinta però sono quelli, inutile nasconderlo. I tratti del combattente, della persona vera, sale e pepe, senza peli sulla lingua. Qualcuno lo accusa di allenare ancora con metodi antichi, di essere uno fedele più alla tradizione che propenso alla modernità. I risultati però, ovunque sia andato, gli hanno sempre dato ragione. L'Inter spera.

CHIELLINI - Pilastro della Juventus e della Nazionale è il calciatore che rappresenta più di tutti la città di Livorno, specie dopo l'addio di Lucarelli. Un tipo tranquillo Giorgio, anche fuori dal campo. Uno che ormai ha l'impronta della grande città ma ogni volta che torna nel suo nido diventa bambino e si scioglie a contatto con la sua realtà che di recente è stata anche teatro del suo matrimonio. Mai una parola fuori posto, mai un atteggiamento fuori luogo. Professionista impeccabile e gran lavoratore, non poteva essere altrimenti. E ovunque vada nel suo cuore ci sarà sempre un posticino per la sua città.

 




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