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Calciomercato > Marchetti > L'Editoriale di Marchetti - Le milanesi d'America: i dubbi di Inzaghi, le certezze di Mazzarri

L'Editoriale di Marchetti - Le milanesi d'America: i dubbi di Inzaghi, le certezze di Mazzarri

Consueto appuntamento con il nostro editorialista ed esperto di mercato di Sky Sport 24


Luca Marchetti
Luca Marchetti (@LucaMarchetti)

28/07/2014 10:40

EDITORIALE MARCHETTI MILAN INZAGHI MAZZARRI INTER / MILANO - Sono molto lontane dall'Italia, ma anche fra loro. Almeno a giudicare le prime uscite. Gli stati d'animo opposti, nonostante la stesa voglia di ripartire. Non siamo neanche ad agosto, è vero. Il calcio americano non può essere un banco di prova assoluto: troppe differenze di preparazione, tanti esperimenti, non tutti i titolari a disposizione. Ma delle indicazioni le dà, altrimenti sarebbe inutile fare le amichevoli.

Il Milan in due match ha preso 8 gol. Ma soprattutto la partita di ieri sera ha segnato un brutto passaggio. Prendere 4 gol in 26 minuti non è mai un buon segnale. Galliani, quando ci sono queste figuracce, si arrabbia. Non vorrebbe mai perdere, figuramoci 5-1. Ma in queste due amichevoli del Milan sono suonati dei campanelli d'allarme. Troppo vulnerabile la difesa: come a lanciare un monito. Va bene pensare all'attacco, all'esterno destro. Va bene la difficoltà economica che sta attraversando l'intero movimento calcistico italiano sul calciomercato, ma in difesa la situazione rossonera non è migliorata. E non è solo responsabilità di Inzaghi. È una somma di particolari che non si incastrano e che portano fuori registro i meccanismi. È pericoloso, ora. Perché in questa fine di luglio potrebbero venire meno le certezze che invece neanche due settimane fa i tifosi milanisti avevano dimostrato il giorno della presentazione. Perdere (e perdere così) non fa mai bene. I musi si allungano, si creano dubbi, viene meno anche il credito di inizio stagione.

Esattamente all'opposto di quello che sta accadendo all'Inter. Anche qui in mezzo a mille esperimenti con una squadra che si sta assemblando mano mano. Ma lo spirito di Mazzarri si è visto. Gli innesti stanno dando alla squadra nerazzurra quello di cui aveva bisogno: esperienza dietro, muscoli a centrocampo, sprint sull'esterno. In attesa di Medel (altri muscoli, o garra se preferite) e della punta (che ora diventerà il tormentone di fine estate e vedere uno Jovetic così brillante ieri avrà aumentato i rammarichi, ma il City non solo non ha intenzione di darlo in prestito, proprio non lo vende) l'Inter ha dimostrato lucidità non solo nella manovra e nel lavoro di Mazzarri ma anche nella costruzione della squadra. A vederla in queste prime uscite somiglia molto di più a quella che Mazzarri avrebbe voluto. Tosta, combattiva, agile. Da rivedere certo. Ma l'effetto americano (almeno in questa prima settimana) ha risvolti opposti rispetto all'altra parte di Milano. Più convinzione nei propri mezzi. Fiducia. Il secondo anno si fa sentire.




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