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Calciomercato > Marchetti > L'Editoriale di Marchetti - Tre colpi per una ferita, con Eto'o sullo sfondo

L'Editoriale di Marchetti - Tre colpi per una ferita, con Eto'o sullo sfondo

Consueto appuntamento con il nostro editorialista ed esperto di mercato di Sky Sport 24


Luca Marchetti
Luca Marchetti (@LucaMarchetti)

23/07/2014 16:00

EDITORIALE MARCHETTI CALCIOMERCATO JUVENTUS ALLEGRI / MILANO - Una settimana fa a quest’ora la ferita era fresca. Freschissima. Antonio Conte e l’addio alla Juventus, un fulmine a ciel sereno che ha imposto ore di riflessioni decisive per il calciomercato Juventus. Poi la scelta di Massimiliano Allegri, l’obiettivo Iturbe volato alla Roma, una nuova Juve da costruire con un’idea diversa ma – almeno finora – non con nomi diversi. Senza perdere tempo.

Tre colpi in tre giorni: subito la firma di Patrice Evra, convinto da una telefonata di conferma, il tempo di illustrare i cambiamenti progettuali e di avere l’ultimo ok del francese, con cui c’era accordo da tempo. E poi ancora Alvaro Morata, 20 milioni subito con diritto de recompra in favore del Real e quella clausola da 100 milioni a blindarlo da subito. Adesso, anche Roberto Pereyra: affare fatto con l’Udinese, firme sui contratti per 1,5 milioni di prestito e 11 per il riscatto. Nell’operazione anche Sorensen andrà da Stramaccioni, a Udine, dove i giovani non sono il futuro ma il presente.

Ma non finisce qui. Perché la nuova Juventus di Allegri sta nascendo tra suggestioni e idee. Un altro attaccante serviva già dalle scorse settimane e serve adesso, ancor più con l’infortunio di Morata. E allora, i profili a cui si è pensato sono stati diversi: prima Romelu Lukaku, telefonate esplorative per capire quanto i rapporti non buoni con José Mourinho potessero consentire un ‘regalo’ dal Chelsea. Perché il belga nominato da anni come erede di Drogba poteva essere una tentazione in prestito. Difficile, difficilissimo fare l’operazione a queste condizioni. Colpa della concorrenza, tanta e importante: dall’Atlético Madrid all’Everton che sogna il ritorno, passando per il ricchissimo Wolfsburg (che a Morata aveva offerto 4 milioni a stagione). Insomma, c’è chi su Lukaku è pronto a investire da subito e più di quanto possa pensare la Juventus. Che a Romelu non potrebbe neanche garantire un posto da titolare. In sostanza, quotazioni in calo.

Perché quello slot in attacco potrebbe essere ideale per una prima punta di esperienza europea. Dici Europa e pensi a Samuel Eto’o, collegamento immediato. Venuto in mente anche a Marotta e Paratici, attenti a qualsiasi tipo di occasioni. E non può non essere un’opportunità, Eto’o. A parametro zero, senza club con cui dover trattare. Solo Samuel da interpellare. Corteggiato dalla Premier League alla Malesia, alla ricerca del progetto più affascinante. Di mezzo però c’è anche – anzi, soprattutto – l’ingaggio di Eto’o. Richieste economiche sempre importanti, un freno per chiunque si informi sulla possibilità di prenderlo. Una chiacchierata esplorativa, comunque, la Juventus l’ha fatta. Per conoscere le condizioni richieste da Eto’o e poi decidere come agire.

Insieme ad Allegri e alle sue nuove idee, da scoprire e conoscere nel dettaglio dopo tre anni di era Conte. Tra certezze, occasioni, suggestioni. Come lo può essere Javier Pastore, per un ruolo eventualmente diverso; come può diventarlo Xherdan Shaqiri, duttilità e qualità garantite, talento allo stato puro in 169 centimetri d’altezza. Al Mondiale ha strappato applausi, Pep Guardiola lo vede poco e l’addio al Bayern è più che possibile: i suoi agenti hanno incontrato anche la Juventus, ieri. Summit interlocutorio, non mancheranno altri appuntamenti. L’occasione buona per parlarsi e pensare potenziali scenari, come ha fatto anche Walter Sabatini per conto della sua Roma proprio su Shaqiri. Un’opportunità di mercato, l’ennesima.

Ancora valutata da Allegri, il nuovo allenatore da scoprire in ogni tipo di scelta, anche per le cessioni: Mauricio Isla ha mercato all’estero, l’Olympique Marsiglia si è informato come il Newcastle, l’ultima parola però spetterà alla Juve. Un anno fa fu Conte a bloccarlo quando era in direzione Inter, oggi decide Allegri. Che costruisce la sua nuova Juventus, una settimana dopo il fulmine a ciel sereno. Con Evra, Morata e Pereyra in più. E molte idee, occasioni, suggestioni. La ferita brucia ancora. Ma il calciomercato è sempre la medicina migliore.




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