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Calciomercato > Primo Piano > Mondiali 2014, Germania-Argentina 1-0: un gioiello di Goetze fa esplodere Berlino

Mondiali 2014, Germania-Argentina 1-0: un gioiello di Goetze fa esplodere Berlino

I tedeschi si impongono ai supplementari grazie a una rete del calciatore del Bayern Monaco


Germania (Getty Images)
Bruno De Santis (@Bruno_De_Santis)

13/07/2014 23:34

MONDIALI 2014 GERMANIA ARGETINA 1-0 GOETZE / RIO DE JANEIRO (Brasile) – Ai piedi di Goetze: è lui l’eroe della finale Mondiale 2014, il calciatore che sposta la coppa del Mondo verso Berlino, lasciando in lacrime Buenos Aires e dintorni. L’equilibrio ha regnato sovrano in Germania-Argentina, atto conclusivo della rassegna iridata, fino al minuto 113, quando è il numero 19 tedesco a prendersi il trono: un suo gol ha fatto salire la nazionale di Loew sul tetto del Mondo, quarto titolo per i tedeschi che raggiungono l’Italia al secondo posto per mondiali vinti, dietro al Brasile penta-campione. Per Messi invece una nuova delusione con la maglia della Nazionale: la 'Pulce' ancora una volta non è riuscito ad essere decisivo con l'albiceleste. 

SORPRESA KRAMER – La partita inizia con una sorpresa nella formazione tedesca: se l’undici di Sabella è quello previsto con Perez che sostituisce ancora Di Maria, Loew perde nel riscaldamento Khedira e lancia dal primo minuto il giovane Kramer, obiettivo del calciomercato del Napoli.

PRIMO TEMPO – Il primo tempo è all’insegna dell’equilibrio: un’occasionissima per parte e un altro paio di pericoli creati dai due attacchi. E’ Higuain il protagonista, purtroppo in negativo, per l’Argentina:  liberato davanti a Neuer da un errore della difesa tedesca, il Pipita non colpisce bene la palla che si spegne sul fondo. L’attaccante del Napoli al 29’ prova a farsi perdonare buttando dentro un perfetto assist di Lavezzi, ma è la bandierina alta del guardalinee a spegnere l’entusiasmo albiceleste. Il pericolo corso sveglia un po’ la Germania: al 37’ Mueller vola sulla corsia di sinistra, supera Zabaleta e serve Schuerrle poco dentro l’area di rigore; il tiro del numero 9 di Loew è respinto da Romero. La partita ora si accende e tocca a Messi rendersi pericoloso: la ‘Pulce’ accelera sulla destra, supera anche Neuer ma arriva Boateng ad allontanare la palla che ballonzola davanti la linea della porta. Non c’è sosta: i tedeschi si fanno vedere in avanti con un tiro di Kroos che non preoccupa più di tanto Romero. Il portiere argentino deve invece ringraziare la sorte in pieno recupero: su calcio d’angolo, Hoewedes salta più in alto di tutto, ma l’urlo tedesco è smorzato dal palo che salva l’Argentina. All’intervallo si va sullo 0-0.

SECONDO TEMPO – Ad inizio ripresa Sabella manda in campo Aguero al posto di Lavezzi. Si riparte con Messi che si libera sulla sinistra e lascia partire un diagonale che finisce di poco a lato. Ancora Argentina con un’uscita rischiosa di Neuer su Higuain: il numero nove albiceleste cade a terra, ma per Rizzoli è suo il fallo. La partita rimane gradevole, ma per vedere una vera palla gol bisogna attendere il minuto 70’ quando Schuerrle alla fine di una serie di rimpalli si ritrova la palla tra i piedi davanti a Romero ma sbaglia lo stop e il portiere argentino può bloccare e tirare un sospiro di sollievo.  Al 78’ Sabella si gioca la carta Palacio e richiama Higuain, ma l’occasionissima è nei piedi di Kroos: servito a limite dell’area da Oezil prova a piazzare con il piatto senza centrare però lo specchio della porta. In pratica è l’ultima emozione prima del novantesimo: per la terza volta consecutiva una finale Mondiale va ai supplementari. Nell’overtime è Palacio ad avere tra i piedi la palla per entrare nella storia, ma il suo pallonetto finisce fuori. Tutto lascia pensare ai calci di rigore: serve un colpo di genio per rompere l’equilibrio e la lampada capita tra i piedi di Goetze. E’ il minuto 112’ quando Schuerrle va sulla sinistra e lo serve dentro l’area piccola: il numero 19 tedesco stoppa di petto e con il sinistro a volo batte Romero. E’ il gol che dà il Mondiale alla Germania, la rete che lo fa volare dalla panchina su fino alla vetta del mondo.  




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