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Calciomercato > Marchetti > L'Editoriale di Marchetti - Inter, una squadra da combattimento. In attesa del colpo

L'Editoriale di Marchetti - Inter, una squadra da combattimento. In attesa del colpo

Consueto appuntamento con il nostro editorialista ed esperto di mercato di Sky Sport 24


Luca Marchetti
Luca Marchetti (@LucaMarchetti)

11/07/2014 11:14

EDITORIALE MARCHETTI CALCIOMERCAT INTER MAZZARRI / MILANO - Un mercato senza soldi. Ormai per tutti è così: prima regola guardare al bilancio. Soprattutto nel caso del calciomercato dell'Inter, dove non sono bastati gli addii agli eroi del Triplete per consentire ad Ausilio di avere margine di manovra. Imperativo ridurre i costi, limitare le spese e comunque rientrare dal rosso. Ma l'Inter mon si è persa d'animo e piano piano, con idee e pazienza, sta consegnando a Mazzarri i giocatori giusti.

Il primo colpo, già presentato, è stato Nemanja Vidic. L'avete visto in faccia? Un duro, da film d'azione. Talmente carismatico che addirittura si era messa in dubbio la fascia di capitano (che invece sarà sul braccio di Ranocchia). Il primo colpo della nuova Inter, in questa sessione estiva arriva dal Manchester United, e non a caso.

Poi i due centrocampisti da battaglia. M'Vila, che ormai da tre giorni staziona a Milano con il contratto dell'Inter in tasca ma senza l'ok del Rubin e Medel, un vero lottatore di centrocampo. Il 'suo' Cardiff è retrocesso e lui non ha intenzione di giocare nella B inglese. Ha già detto sì all'Inter: ora si tratta di aspettare per far capire agli inglesi che il prezzo non può rimanere alto. E qui, oltre alla strategia disegnata da Ausilio, entra in gioco anche Thohir che con il proprietario del Cardiff ha un buon rapporto.

Ecco Thohir: la sua è un'impostazione molto americana. Grandi deleghe, grandi responsabilità, contano solo gli obiettivi. Ma lui non si tira indietro se c'è da parlare con un presidente per Medel o se c'è da chiedere informazioni su Yedlin (il terzino del Seattle) visto che gioca negli Stati Uniti, nella stessa Lega del DC United. E a proposito di terzini ecco Dodo, molto talentuoso, ancora inespresso, seguito prima che andasse alla Roma, ora arrivato con questa formula particolare del prestito biennale con diritto di riscatto che diventa obbligo alla prima presenza. Escamotage finanziari, per arrivare ai giocatori senza spendere soldi, in questa stagione. Senza caricare il bilancio e magari tenendosi il potenziale gruzzoletto (quello delle cessioni di Guarin e/o Alvarez, lasciando stare i pezzi pregiati Handanovic, Kovacic e Icardi) per l'attaccante.

Anche per Pereyra (incontro con l'agente in sede due giorni fa) l'Inter sta ragionando con l'Udinese per impostarla in base a queste dinamiche. Prestito (magari biennale) e riscatto obbligato. Sono le nuove frontiere da quando non esiste più la comproprietà. A Udine sono molto bravi a vendere e sanno andare incontro alle esigenze dei loro 'clienti'. Con le volontà i problemi si superano. E l'Inter ha questa necessità

Perché poi vorrebbe tentare a Jovetic. È lui il sogno di quest'estate di calciomercato. Ci si concentra lì, in attacco. E i segnali che stanno arrivando (almeno al momento) sono positivi. Ma le difficoltà sono molte. Intanto bisogna vendere, per forza visto che il City il prestito non lo fa. Poi bisogna sperare che Negredo non sia ancora partito. Ma già il fatto che l'Atletico Madrid abbia preso Mandzukic, toglie una pretendente per lo spagnolo. 

 




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