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Calciomercato > Brasile 2014 > Germania-Argentina, dopo ventiquattro anni ecco la 'bella'

Germania-Argentina, dopo ventiquattro anni ecco la 'bella'

In Messico nel 1986 vinse la 'Seleccion' trascinata da Maradona. Quattro anni dopo i tedeschi conquistano Roma


Argentina vs Germania nel 1990 (Getty Images)
Jonathan Terreni

10/07/2014 13:04

GERMANIA ARGENTINA MONDIALE 2014 / ROMA - La 'bella'. A ventiquattro anni di distanza la finalissima del Mondiale brasiliano tra Germania e Argentina sarà l'occasione per la resa dei conti. Forse il meglio che il calcio mondiale può offrire in questo periodo. Da una parte la corazzata tedesca che ha asfaltato i padroni di casa del Brasile con il 7-1 già entrato nella storia. Dall'altra l'Argentina trascinata a sprazzi da Messi, dalla fortuna e da quella voglia di fare la festa in casa degli acerrimi nemici brasiliani dopo troppo tempo passato dall'ultimo successo iridato. In campo 5 coppe del Mondo (3 a 2 per i tedeschi) ma soprattutto tanta tanta storia del calcio.

La prima finale tra Germania e Argentina riporta indietro il tempo fino al 1986, al Mondiale giocato in Messico. Erano gli anni dei terremoti che sconvolsero il Paese e di quella mano galeotta di una certo Diego Armando Maradona che passò alla storia come 'Mano de Dios'. Il 'Pibe de Oro', miglior giocatore indiscusso di quell'edizione del Mondiale, eliminò l'Inghilterra prima con il gol di mano poi incantò il mondo intero con quella serpentina che ancora oggi è considerato il gol più bello di sempre. Nella finalissima di Città del Messico dopo i gol di Brown e Valdano, la Germania Ovest reagì pareggiando con Rummenigge e Voeller a dieci dal termine. Tre minuti dopo una straordinaria azione di Burruchaga archiviò il 3-2 finale. L'Argentina vinse così la seconda Coppa del Mondo dopo quella casalinga del 1978.

Appena quattro anni dopo fu già tempo di rivincita. Il Mondiale si gioca in Italia e la Germania Ovest ha il dente avvelenato contro un'Argentina che eliminò gli azzurri solo ai calci di rigore, in semifinale. All'Olimpico' le emozioni però non sono intense. Decide una rete di Brehme ma soprattutto quella straordinaria sapienza tattica e quello spirito fiero 'made in Germany' del 'Kaiser' Franz Beckenbauer in panchina, primo e unico a vincere una Coppa del Mondo sia da calciatore che da ct.

Domenica prossima il 'Maracanà' farà da teatro a una sfida che potrà raccontare storie incredibili. Da una parte la Germania, sempre tra le protagoniste ma con qualche delusione di troppo, che stavolta vorrà mettere il sigillo ad un ciclo generazionale che servirà da esempio per gli altri paesi. Un Klose che tenterà di consolidare il suo record di cannoniere di tutti i tempi e un Mueller deciso a prendersi l'etichetta di 'uomo-mondiale'. Dall'altra c'è un mondo di emozioni. In primis la voglia di alzare la Coppa in casa del Brasile, occasione irripetibile e troppo ghiotta per la banda di Sabella e un Messi che finalmente potrebbe mettere in bacheca il tanto sospirato Mondiale per essere considerato definitivamente il numero uno. Domenica di certo ne vedremo delle belle.

 




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