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Benessere, cibo gettato nella spazzatura: vale 8,1 miliardi di euro all'anno

Lo studio ‘Waste Watcher - Knowledge for Expo’ individua sei tipologie di consumatori: virtuosi, attenti, indifferenti, incoerenti, spreconi, incuranti


A tavola (Getty Images)

09/07/2014 17:22

Quanto costa lo spreco domestico di cibo in Italia? 8,1 miliardi di euro all'anno, l'equivalente di 6,5 euro a settimana per 630 grammi di cibo gettato nel cestino dell’immondizia. E’ il risultato del Rapporto 2014 di ‘Waste Watcher - Knowledge for Expo’ che fotografa il rapporto spreco-cibo degli italiani.

LO STUDIO - La denuncia dello spreco del cibo in Italia arriva dal Rapporto 2014 di ‘Waste Watcher - Knowledge for Expo’, l'osservatorio aperto da ‘Last minute market’ e presentato all’Expo Gate a Milano. Il Rapporto è stato esposto e spiegato dal presidente di ‘Last Minute Market’ Andrea Segrè e dal presidente di SWG Maurizio Pessato. Sono intervenuti il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Maurizio Martina e il Commissario Unico per Expo Milano 2015 Giuseppe Sala.

I DATI - Il sondaggio ha diviso la popolazione in cluster, ‘gruppi tipo’ di cittadini, e ha isolato un'area attenta agli sprechi di persone con comportamenti virtuosi pari al 59% degli intervistati. Il 63% degli intervistati vorrebbe un’Italia attenta agli sprechi del cibo, prima ancora di desiderare un’Italia equa (39%), solidale (22%), tollerante (12%), sicura (42%), e in generale rispettosa dell’ambiente (47%). L'81% degli italiani controlla se il cibo scaduto è ancora buono prima di gettarlo (il 63% solo nel gennaio 2014) e il 76% porta o vorrebbe portare a casa il cibo avanzato al ristorante. Il cibo per sei italiani su dieci è il settore su cui più si concentra la piaga dello spreco, più che per l’acqua (37%) o l’energia elettrica (20%), per questo chiedono che si intervenga attraverso campagne di educazione alimentare nelle scuole e campagne di informazione, utili per il 94% degli italiani. Infine, per gli italiani le etichette giocano un ruolo chiave: gli intervistati chiedono un sistema chiaro per le modalità di consumo. Il 90% afferma di leggerle le etichette per verificare la scadenza dei prodotti e l’83% dichiara di conoscere la differenza tra “data di scadenza” (within) e “preferenza di consumo” (best before) anche se solo il 67% di coloro che ritiene di saperlo (il 54%) in realtà ha dimostrato di conoscere davvero significato e differenza. Anche la tecnologia entra in campo come guida di riferimento per contenere lo spreco, infatti, fra le innovazioni auspicate dagli intervistati in testa c’è la tecnologia intelligente per gli imballaggi del cibo, con packaging che virano di colore e possono monitorare la freschezza dei cibi (76%); poi sistemi di controllo delle temperature del frigorifero (75%) e sistemi di pianificazione della spesa (67%).

GLI ITALIANI - Il Rapporto 2014 individua sei tipologie di consumatori: i virtuosi (22%), più sensibilizzati al tema dello spreco alimentare e attenti a sprecare pochissimo; gli attenti (27%) che si concedono qualche licenza pur con atteggiamento sensibile; gli indifferenti (10%), che hanno  una attenzione marginale ai temi della salvaguardia dell'ambiente e non ritengono che lo spreco alimentare produca dei danni; gli incoerenti (26%), che "predicano bene e razzolano male" ovvero sprecano pur segnalando l'importanza dell'ambiente; gli spreconi (4%), con un atteggiamento sociale con scarso interesse per l'ambiente e gli incuranti (11%) che capiscono la problematicità dello spreco come tema ma non si interessano troppo per l'ambiente e non approfondiscono le conseguenze dello spreco di cibo.

LE DICHIARAZIONI - "I dati forniti sono frutto di dichiarazioni degli stessi intervistati - precisa Segrè - quindi i dati reali di spreco potrebbero essere maggiori. A livello mondiale un quinto degli sprechi proviene dalle case. Il valore economico è enorme, più o meno pari al Pil di uno stato come la Svizzera, e anche la produzione mondiale di Co2 legata agli sprechi alimentari è molto alta: se paragonata a quella degli Stati, è la terza dopo Stati Uniti e Cina. Questo è un rapporto ampio che ci permetterà di approfondire i dati, facendo correlazioni". Per il ministro Martina il rapporto "si colloca nel piano nazionale per la prevenzione spreco alimentare, Expo rappresenta un'occasione formidabile, e possiamo preparare l'Italia al giugno 2015 con questi dati, l'impegno contro gli sprechi sarà importante durante Expo, ma anche nei mesi precedenti del semestre italiano di presidenza europea".

S.C.




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