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Calciomercato > Spagna > Mondiali 2014, Australia-Spagna: 'Furie Rosse' vestite a 'lutto'

Mondiali 2014, Australia-Spagna: 'Furie Rosse' vestite a 'lutto'

La stampa spagnola ironizza sulla divisa nera della squadra di Del Bosque. E' la fine di un ciclo


Marca.com
Jonathan Terreni

23/06/2014 11:50

MONDIALE 2014 SPAGNA A LUTTO / CURITIBA (Brasile) - Dal rosso della passione, del cuore e del sangue delle loro prede al nero, dominate espressione di lutto e della fine di un ciclo glorioso. La Spagna scenderà in campo nell'ultimo macth del Mondiale brasiliano contro l'Australia con la seconda divisa, interamente nera. E per la stampa spagnola si sprecano così i più tristi commenti. Più che una sconfitta, una disfatta, inaspettata da tutti soprattutto in patria, dopo i due Europei vinti e un Mondiale sudafricano dominato con il marchio del 'Tiqui-Taca'. Sono bastate due sconfitte, due impietosi esami che hanno distrutto un mito, una filosofia di calcio, un dominio che durava da tanto tempo.

Adeso sembra che il 'Dio Pallone' voglia altro. Vuole vedere qualcosa di nuovo e di innovativo. Magari il calcio fatto di ripartenze letali e accelerazioni di van Gaal e della sua Olanda; magari l'intensità e l'aggressività fuori dal comune del Cile di Sampaoli, una delle scommesse della rassegna iridata ma che di certo sta mantenendo le attese.

'Non ci sono lacrime, stavolta' chiosano i tabloid iberici. Come se la delusione fosse talmente tanta da non meritare neanche un pianto, solo vergona e umiliazione. E' questa la 'fin del liderado', come il crollo di un castello di sabbia sulla spiaggia di Copacabana. E se gli 'Orange' hanno fatto vedere la 'manita', Vidal e compagni hanno voluto mettere le cose in chiaro: di 'Roja' adesso ce n'è una sola.

Poi c'è l'orgoglio. Nessuno vuole vedere un'altra figuraccia. C'è da salvare l'onore e lottare per la prima stella sul petto conquistata quattro anni fa dopo anni di talento e troppo anonimato. Guai a capitolare. La testa deve essere almeno sulla linea dell'orizzonte perché c'è da scrutare subito il futuro, le nuove generazioni che dovranno prendere il posto di gente come CasillasXavi, Iniesta e Torres. C'è da salvare almeno la faccia ed evitare che la storia ricordi questa spedizione come una delle peggiori di sempre. Sempre che già non lo abbia fatto.




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