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Calciomercato > News > L'Editoriale di Sugoni - L'addio di Immobile, il segnale dei tempi cambiati

L'Editoriale di Sugoni - L'addio di Immobile, il segnale dei tempi cambiati

Torna l'appuntamento con il nostro editorialista ed esperto di mercato di 'SkySport24'


Alessandro Sugoni
Alessandro Sugoni

03/06/2014 09:30

EDITORIALE SUGONI IMMOBILE SANDRO MORATA / MILANO - Due estati fa ci credevano in pochi. Invece l'addio di Ibrahimovic (accompagnato da Thiago Silva) era solo l'inizio di un cambiamento che ormai è diventato normalità. Un altro addio al nostro campionato – quello di Immobile, terzo capocannoniere consecutivo a salutare la Serie A – infatti oggi non ha stupito nessuno. I tempi sono diversi. In Europa esistono due mercati del calcio. Quello di poche (le grandi spagnole, inglesi, tedesche, il Psg e il Monaco) che hanno i soldi e quello degli altri. Il secondo al momento ci riguarda da vicino. Inutile nasconderlo. "Non si muove un euro" è il ritornello più gettonato tra addetti ai lavori. Suarez, Diego Costa, Fabregas sono nomi che non fanno per noi. Ma se mancano i soldi – come si dice spesso in questi casi – bisogna affinare le idee.

E' con quelle che Walter Sabatini ha ricostruito la Roma. Acquistare a poco per rivendere a tanto (Marquinhos). Operazione che potrebbe essere ripetuta con Benatia. La Roma non vorrebbe cederlo in realtà – e lo ha anche detto – lui non vorrebbe andar via a tutti costi (sempre stando alle dichiarazioni) ma se arrivasse un'offerta sopra i 30 milioni non potrebbe non essere presa in considerazione. Intanto le idee portano altrove. A metà campo, dove Dembelé è un'idea, Seydou Keita a costo zero anche qualcosa in più. Al Tottenham (dove gioca Dembelé) guarda anche il Napoli. I tentennamenti di Aulas e del procuratore di Gonalons hanno stancato un po' tutti, e allora via con l'obiettivo Sandro. Che chiamare piano B è riduttivo. Piuttosto possibile affare, perché qualche anno fa valeva 25 milioni, mentre il Napoli ha offerto 10. Non basteranno, ma intorno ai 15 ci si potrebbe cominciare a ragionare.

L'idea del Torino è riportare in Italia Gaston Ramirez, per far dimenticare Immobile (anche se i due non ricoprono lo stesso ruolo). Di idee ne ha tante la Juve. Idee spagnole (Morata – anche se il tanto atteso incontro con il Real non c'è stato – e Sanchez). Idee francesi (i giovani Coman e Rabiot, che andrà in scadenza l'anno prossimo). E idee olandesi – l'esterno Jaanmat che piace tanto anche al Napoli. Perché se le idee sono buone, spesso si incrociano. E perché con le idee buone si può andare lontano, anche senza soldi. Come l'Atletico Madrid. Oggi, il vero modello da seguire per il nostro calcio cambiato.

 




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