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Calciomercato > Coppa Italia > Scontri Coppa Italia, vedova Raciti: "Io, indignata e umiliata. Lo Stato e' debole"

Scontri Coppa Italia, vedova Raciti: "Io, indignata e umiliata. Lo Stato e' debole"

La moglie del poliziotto ucciso a Catania negli scontri del 2 ottobre 2007 parla degli incidenti della finale di Coppa Italia



05/05/2014 09:18

FIORENTINA NAPOLI COPPA ITALIA SCONTRI VEDOVA RACITI / ROMA - Marisa Raciti, vedova del poliziotto ucciso a Catania negli scontri del 2 ottobre 2007, ha scritto una lettera a 'Il Tempo' per esprimere la propria indignazione per la maglietta 'Speziale Libero' mostrata dall'ormai famoso Genny 'a Carogna.

Eccone alcuni estratti: "L'amarezza che avevamo allora, quando assassinarono Filippo, mio marito, ce l'abbiamo anche adesso. Siamo addolorati, indignati, umiliati. (...) Non è accettabile che un tifoso, anzi uno che si definisce tale, davanti ai vertici dello Stato e del Governo, possa permettersi di 'autorizzare' una partita mentre indossa una maglietta inneggiante alla liberazione dell’assassino di un poliziotto...".

"... In 17 anni di servizio, mio marito è tornato tante volte a casa con la divisa strappata, sporca, piena di sputi e di urina. Fino al giorno in cui quella divisa non l'ho vista più, perché lui non è più tornato. E dopo otto anni, vedere ancora tanti suoi colleghi rischiare la vita per questa gentaglia, è inaccettabile...".

"... La mia famiglia, e quella di tanti poliziotti e carabinieri, vuole risposte certe. Desidera, anzi pretende, la forza dello Stato. Quanto accaduto dimostra che lo Stato è debole, così come lo era quando uccisero mio marito".

"... Pretendo che non venga umiliata la memoria di mio marito e l’onore dei colleghi di Filippo che con lo stesso senso dello Stato difendono i medesimi valori e li testimoniano ogni giorno...".

S.D.




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