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Calciomercato > Champions league > Real Madrid-Atletico Madrid, Ancelotti pensa alla finale: "Non c'e' un favorito. Il Che

Real Madrid-Atletico Madrid, Ancelotti pensa alla finale: "Non c'e' un favorito. Il Chelsea..."

Il tecnico dei 'blancos' ha parlato in vista della finale



01/05/2014 00:10

CHAMPIONS LEAGUE ANCELOTTI REAL MADRID PAROLE/ MADRID (Spagna) - La finale di Champions League sarà Real Madrid-Atletico Madrid. Il tecnico dei 'blancos', Carlo Ancelotti - intervenuto ai microfoni di 'Sky Sport' - ha parlato in vista della sfida che si giocherà il 24 maggio a Lisbona: "Chi vive queste cose sa che in una finale il favorito non c'è, soprattutto contro una squadra che sta facendo benissimo. Sarà una partita molto incerta, equilibrata. Se avrei preferito il Chelsea? Sono due squadre con caratteristiche simili, ma una con grande entusiasmo e mancanza di esperienza per queste partite, dall'altra parte i 'Blues' con meno entusiasmo e qualità dell'Atletico ma più esperienza. La semifinale di stasera è stata una gara dove l'Atletico ha meritato, semplicemente: ha giocato meglio e meritato la finale. A Madrid sono tutti contenti adesso".

FELICITA' - "Sono molto contento. Viviamo in un mondo in cui bisogna cercare di sfruttare questi momenti positivi perché si sa che arriveranno anche i negativi. La mia felicità è contenuta, anche se raggiungere la finale col Real Madrid dopo dodici anni è una bella soddisfazione".

'HOMBRE TRANQUILO' - "Mi ci rivedo. Sono molto tranquillo, nel mondo del calcio è di fondamentale importanza perché permette di vedere le cose nella maniera giusta".

CHELSEA - "Quando vai via da una squadra ci sono attimi di disappunto, chiaramente non sei contento, ma sono solo attimi: non ho in questo momenti ambizioni personali, lavoro per il club forse più grande del mondo e cerco di fare tutto il possibile per portare il più in alto possibile questa squadra. Il calcio mi ha dato tantissimo, sono stato veramente fortunato. Quando ti manda via una squadra vale il proverbio 'Quando si chiude una porta, si apre un portone': così è stato. Però voglio sottolineare che io al Chelsea son stato da dio".




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