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Calciomercato > Juventus > Kevin Buckley sul dopo Moyes

Kevin Buckley sul dopo Moyes

Calciomercato.it ha contattato in esclusiva il giornalista inglese, che collabora con 'The Guardian', 'Sky Uk' e 'Talksport'


Carlo Ancelotti (Getty Images)
Stefano D'Alessio (Twitter: @SDAlessio)

24/04/2014 10:25

CALCIOMERCATO MANCHESTER UNITED ESCLUSIVO KEVIN BUCKLEY MOYES FERGUSON CONTE ANCELOTTI / ROMA - Il mondo del calcio è stato scosso martedì dall'annuncio dell'addio di David Moyes alla panchina del Manchester United. Sulla valutazione dell'operato del tecnico scozzese hanno pesato gli scarsi risultati in stagione e l'ingombrante eredità lasciata dal precedente allenatore, 'Sir' Alex Ferguson.

Per capire i retroscena dietro tale scelta, analizzare l'attuale situazione in casa 'Red Devils' e ipotizzare gli scenari futuri, Calciomercato.it ha contattato in esclusiva Kevin Buckley, noto giornalista inglese e corrispondente dall'Italia per diverse testate britanniche tra cui 'The Guardian', 'TalkSport' e 'Sky Uk'.

GUAI IN BORSA PER IL MANCHESTER UNITED - "E' la prima volta, dopo 26 anni, che il Manchester United si trova a cambiare allenatore in queste circostanze. E sono subito guai per i 'Red Devils'. Alla vigilia dell'annuncio ufficiale dell'addio di Moyes - ha spiegato Kevin Buckley ai nostri microfoni - qualcuno all'interno della società ha evidentemente sussurrato la decisione ai giornali, che hanno anticipato di diverse ore la notizia. Lo United è un club quotato in Borsa e non può permettersi tutto ciò: è stata già aperta un'indagine sulle oscillazioni delle azioni della società, che hanno toccato anche il +6%".

LA PESANTE EREDITA' DI FERGUSON - "Due giorni fa la BBC ha aperto il proprio giornale con la notizia dell'addio di Moyes e ciò - ha aggiunto il giornalista - dà la misura di quanto sia importante il brand Manchester United. Ancora oggi, però, questo è associato interamente alla figura di Ferguson: la sua eredità è fin troppo pesante. Quest'anno, ogni volta che il Manchester subiva un gol, le telecamere andavano a cercare 'Sir' Alex in tribuna. Anche i giocatori, come si evince dal comunicato di Moyes che ha ringraziato tutti tranne loro, erano evidentemente troppo affezionati al precedente allenatore per accettare il nuovo tecnico".

L'ERRORE DELLA PROPRIETA' AMERICANA - "Moyes
avrebbe avuto certamente bisogno di più tempo - ha dichiarato Buckley - soprattutto se consideriamo gli scarsi risultati ottenuti da Ferguson al suo esordio sulla panchina dei 'Red Devils'. Questa scelta è sintomo della scarsa intelligenza calcistica della proprietà americana, che non ha avuto la pazienza di attendere i frutti del proprio investimento. Tale decisione ora rischia anche di danneggiare la figura dello stesso Ferguson giacché di fatto è stata pubblicamente bollata come sbagliata la sua scelta ben ponderata di puntare su un tecnico a lui molto simile come Moyes".

LA SCELTA DEL NUOVO ALLENATORE - "Secondo la stampa inglese Ferguson avrà ancora voce in capitolo nella scelta del nuovo allenatore. A mio avviso - ha spiegato Buckley in esclusiva a Calciomercato.it - Ancelotti sarebbe la soluzione perfetta perché ha già lavorato in Premier League e conosce il calcio inglese. L'alternativa è van Gaal, mentre Guardiola è un'ipotesi suggestiva circolata in queste ore ma molto difficile. Conte? Il suo nome è emerso tra i possibili candidati, ma al momento è un outsider. Certamente, la dirigenza del Manchester United ha notato le sue abilità alla guida della Juventus ma ha ancora poca esperienza e i 'Red Devils' non possono permettersi di sbagliare ancora. Non credo sarà lui il prossimo allenatore. Il problema più grande in questo caso può essere rappresentato dalla lingua. Non conosco personalmente il tecnico della Juve, ma credo che il suo inglese non sia all'altezza. Il ricordo di Fabio Capello che nelle interviste faticava ad esprimersi nella nostra lingua - ha concluso Buckley - è ancora vivo nella mente dei tifosi inglesi".




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