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Calciomercato > Milan > Deportivo La Coruna-Milan, Pirlo: "Ho il dubbio che fossero dopati". Ma gli spagnoli non c

Deportivo La Coruna-Milan, Pirlo: "Ho il dubbio che fossero dopati". Ma gli spagnoli non ci stanno

Si torna a parlare del quarto di finale di Champions League che vide i rossoneri soccombere 4-0 al 'Riazor'


Il Milan che perse al 'Riazor' (Getty Images)
Silvio Frantellizzi (Twitter: @SilFrantellizzi)

16/04/2014 13:02

DEPORTIVO LA CORUNA MILAN PIRLO PANDIANI/ ROMA - 7 aprile 2004: una data che i tifosi rossoneri non dimenticheranno mai facilmente. Quella sera, il Milan campione d'Europa in carica dilapidava il 4-1 inflitto al Deportivo La Coruna nell'andata dei quarti di finale di Champions League perdendo 4-0 nel ritorno del 'Riazor'. Una sera nefasta sulla quale Pirlo, a distanza di anni, getta accuse di doping verso gli spagnoli.

"I giocatori del Deportivo erano assatanati, galoppavano verso un traguardo che solo loro intuivano. Quando l'arbitro fischiò la fine del primo tempo schizzarono nello spogliatoio con l'andatura di Bolt - ha dichiarato Pirlo nella sua autobiografia - non riuscivano a fermarsi nemmeno per tirare il fiato, erano schegge impazzite. Io non sono in possesso di prove per cui la mia non è un'accusa, ma semplicemente un pensiero cattivo che mi sono concesso, la prima e unica volta in cui nella mia carriera mi è venuto il dubbio che qualcuno potesse essersi dopato".

Parole che hanno fatto imbufalire gli eroi del Deportivo La Coruna autori di quell'impresa contro il Milan di Ancelotti. Fran, ai microfoni di 'Marca', risponde così a Pirlo: "Se cominciamo a dubitare di ogni goleada allora cosa dovremmo dire di Milan-Barcellona del '94? Non voglio perdere tempo con queste assurdità". Gli fa eco Victor che pretende delle scuse dal regista della Juventus. Ironico invece il commento di Pandiani: "Parla dopo 10 anni - ha dichiarato l'attacante - perché non organizziamo una partita con i giocatori di allora per vedere chi è il più forte?". Meglio di no: cere ferite non vanno riaperte.




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