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Calciomercato > Juventus > Juventus-Lione, orgoglio Conte: "Ci nutriamo dei 'gufi', tutti ci vogliono fuori"

Juventus-Lione, orgoglio Conte: "Ci nutriamo dei 'gufi', tutti ci vogliono fuori"

Il tecnico dei bianconeri ha parlato al termine della sfida di Europa League


Antonio Conte (Getty Images)
Martin Sartorio (twitter: @SartorioMartin)

10/04/2014 23:30

JUVENTUS LIONE EUROPA LEAGUE CONTE PAROLE/ TORINO - Vittoria e qualificazione per la Juventus. I bianconeri eliminano il Lione con un doppio successo, approdando così alle semifinali di Europa League. Il tecnico, Antonio Conte - intervistato da 'Mediaset Premium' - ha parlato al termine della sfida contro i francesi: "In Europa incontri squadre ben formate. Chiamarsi Juventus non significa poter vincere sempre. Ragionando così possiamo fare strada. La Juventus era dal 2003 che non raggiungeva un obiettivo così. Dopo tutto quello che è successo sono davvero orgoglioso".

TEVEZ - "Gli ho chiesto come stava e mi ha detto che non ha accusato problemi. Ha aumentato il minutaggio e sono contento".

DOPPIO OBIETTIVO - "Dobbiamo rimanere con i piedi per terra, se fosse stato per me avrei vinto anche la Champions, ma siamo qui e il tifoso deve starci vicino perché ci stiamo giocando qualcosa di bello. Mai scordarsi del passato. Solo così puoi vivere meglio il presente e il futuro. Ci auguriamo che tutta l'Italia sia contenta. Ci dà soddisfazione essere l'unica squadra italiana in Europa".

CAMPANILISMO - "Del ranking non gliene frega niente a nessuno, parliamoci chiaro: tutti sperano che la Juventus esca fuori dall'Europa - ha proseguito Conte parlando poi a 'Sky Sport' - Abbiamo l'onore e l'onere di essere rimasta l'unica squadra italiana nelle competizioni europee, siamo contenti di aver riportato la Juve in una semifinale dopo undici anni. In Italia o si è juventini o si è anti-juventini, è una questione di campanilismo, non facciamo false ipocrisie. Di questi 'gufi' ci dobbiamo nutrire per andare avanti e fare ancora meglio. Il sorteggio? Il Benfica è la squadra più forte di quelle rimaste".




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