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Calciomercato > Serie B > Match fixing, Lega Serie B e Trasparency Italia presentano progetto contro la corruzione nel calcio

Match fixing, Lega Serie B e Trasparency Italia presentano progetto contro la corruzione nel calcio

All'evento, seguito da Calciomercato.it, e' intervenuto fra gli altri anche il numero uno della Figc Abete


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La sala dell'evento (Calciomercato.it)
La locandina dell'evento (Calciomercato.it)
I protagonisti dell'evento (Calciomercato.it)
Dall'inviato Federico Scarponi

08/04/2014 14:01

SERIE B MATCH FIXNING / ROMA - E' stato presentato questo pomeriggio a Roma il report promosso dalla Lega Serie B sul match fixing, il progetto sulla legalità nel mondo del calcio iniziato circa un anno fa in collaborazione con Trasparency Italia e finanziato dalla UE. Un lavoro che fa leva sulle testimonianze di giocatori, allenatori e addetti ai lavori della serie cadetta, con le soluzioni che sono state illustrate per l'occasione dal presidente Abodi e che ha visto anche la partecipazione, fra gli altri, del numero uno della Figc Abete. Calciomercato ha seguito con un suo inviato l'avento che ha avuto luogo in piazza Sallustio presso UnionCamere.

Ore 14.00 - Già presenti in sala il presidente della Lega Serie B Abodi e il capo della Federazione Abete.

Ore 14.30 - Prende la parola il presidente di Trasparency Italia, Virginio Carnevali: "Noi siamo il più grande ente internazionale che si occupa di lotta alla corruzione. E' un motivo di orgoglio che le conclusioni di questo lavoro possano essere presentate qui in Italia. La magistratura deve colpire i colpevoli, ma siamo convinti che senza un cambiamento culturale non si possa sconfiggere questo problema".

Ore 14.45 - Adesso tocca a Giancarlo Abete, numero uno della Figc: "Complimenti per l'iniziativa sia a Trasparency Italia che alla Lega Serie B. Questo fenomeno sta assumendo dimensioni preoccupanti a livello mondiale e va fronteggiato. In Italia questo è un tema molto attenzionato. La Giustizia Sportiva sta facendo il suo lavoro e i numeri delle sanzioni comminate lo stanno a testimoniare. La gran parte dei paesi europei aderenti alla Uefa non hanno leggi che sanzionino penalmente le frodi sportive. La Uefa sta proprio lavorando per uniformare la Giustiza Sportiva, instaurando normative comunitarie valide in tutti i paesi. Non bisogna però fare l'errore di pensare che questi problemi siano soltanto del nostro paese e che se ne parli tanto per questo motivo. E' un argomento del quale parliamo molto perché lo constrastiamo quotidianamente. Sappiamo che è una criticità del nostro sistema calcio e, come tale, la stiamo aggrendendo".

Ore 15.00 - In assenza del Prefetto Cirillo, interviene per rappresentarlo il Generale Luigi Curatoli, Direttore del servizio analisi criminale della Polizia: "Le manifestazioni sportive sono un'ottima occasione per le organizzazioni criminali per ottenere illeciti guadagni. Il Ministero dell'interno ha istituito una unità informativa anti frodi sportive, nel giugno 2013. Questa unità monitora i dati che arrivano dagli organizzatori delle manifstazioni sportive e può avanzare delle proposte per reprimere i tentativi di illecito. Le segnalazioni su possibili irregolarità - rilevate osservando acuni parametri - vengono approfondite dai vari organi di polizia. Se si accerta l'illecito, si passa alla sanzione penale. In caso contrario, il tutto viene archiviato. Abbiamo discutto con Abete sull'inasprimento delle sanzioni contenute nelle legge dell''89. Ora questa proposta sta facendo il suo iter e speriamo venga approvata".

Ore 15.15 - E' arrivato il turno di Andrea Abodi, presidente della Lega Serie B: "Con la nostra lega rappresentiamo tutte le leghe del nostro sistema calcio. Tutti siamo sensibili verso il fenomeno del match fixing. Abbiamo aderito a questo progetto, che vede grandi leghe europee coinvolte perché volevamo fare un salto di qualità. Siamo entrati nell'analisi di questo sistema dalla quale emergono degli indicatori che ci possono indicare un percorso. Il senso dell'adesione è quello di poterci confrontare con altri paesei su questo tema. Ci siamo messi in discussione. Vogliamo che con i nostri appassionati, alcuni li definirebbero mercato di riferimento, ci sia fiducia. Questo si può ottenere rendendo credibile il sistema calcio attraverso un lavoro quotidiano di tutte le componenti in gioco. Siamo convinti che la fotografia che emerge da questo studio condotto, sia di quello che è stato e non di quel che verrà. Siamo convinti che l'allenamento morale sia più importante addirittura dell'allenamento fisico. Dobbiamo selezionare il capitale umano, quando si ingaggia un giocatore, un dirigente, un allenatore, va valutato anche il tasso di valore etico dell'indoviduo e non solo quello tecnico. Ne va, come detto, della nostra credibilità. Della credibilità del sistema calcio. Dalla giornana odierna ne usciamo con un impegno.

Ore 15.25 - Continua Abodi: "Certe giornate non sono il punto d'arrivo, ma di partenza. La lotta contro le attività illecite va corroborato ogni giorno da messaggi chiari anche da parte delle istitizioni. Chiederemo al governo il supporto per entrare nelle scuole per parlare di cultura sportiva, tema troppo spesso accantonato. Lavoreremo anche con le formazioni primavera e i giovanissimi. Vogliamo creare una figura di riferimento per il professionista, per aiutarlo ad assumersi le proprie respponsabilità come quella di evidenziare qualcosa che non va. Non sappiamo come si chiamarà questa figura, sarà un soggetto terzo, che saprà consigliare il tesserato sulle possibili vie da seguire. Presenteremo questa fogura nei prossimi mesi. Dovremo collaborare con i concessionari autorizzati per fronteggiare il fenomeno del proliferare di soggetti che operano nel settore delle scommesse illecite. Questo è molto importante perché si pensa che scommettere sia illecito a prescindere , ma non è assolutamente così. La partnership tra la Lega Serie B ed Eurobet lo sta a testimoniare".

Ore 15.40 - Infine, a prendere la parola è Sylvia Schenk, Senior advisor per lo sport di Trasparency International: "Il match fixing può avvenire solo con il coinvolgimento degli atleti. Per questo è importantisisma la formazione e l'infomazione. Ai media dobbiamo dire che il problema va discusso per essere affrontato. Io sono una sportiva, lo sport è stato la mia vita. Bisogna dare un messaggio forte e chiaro a tutti i giovani: lo sport promuove valori fondamentali e non c'entra niente con la corruzione".

DATI - "Solo il 10% dei giocatori considera però elevata la reale probabilità di potersi trovare, anche involontariamente, coinvolti in situazioni di match fixing - si legge nel comunicato della Lega Serie B - Il 42%, ossia la maggioranza, la ritiene di livello medio, il 29% la ritiene bassa e il 13% addirittura inesistente. Il ruolo del manager procuratore nella percezione della questione è chiave. L'avvalersi o meno del procuratore genera una spaccatura nella percezione di rischio del fenomeno. Chi si avvale di tale figura, infatti, ha una percezione più bassa di potersi trovare coinvolto rispetto ai giocatori che hanno scelto di non avere un procuratore. Nell'ampio spettro di fattori sottoposti ai calciatori, come possibili cause del match fixing, le risposte rilevano una generale tendenza ad attribuire il fenomeno a cause esterne al calcio e a motivazioni di ordine macro, quali gli interessi criminali generalizzati, indicati dal 63% del campione, e l'immoralità della società nel suo insieme, che si attesta al 42%".




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