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Calciomercato > Milan > Alberto Pastorella su crisi Milan, Seedorf, Inzaghi e Balotelli

Alberto Pastorella su crisi Milan, Seedorf, Inzaghi e Balotelli

Calciomercato.it ha intervistato in esclusiva il giornalista di 'Tuttosport', vicino alle vicende in casa rossonera


La Curva Sud vuota (Getty Images)
Stefano D'Alessio (Twitter: @SDAlessio)

17/03/2014 13:01

ESCLUSIVO ALBERTO PASTORELLA MILAN SEEDORF INZAGHI GALLIANI / ROMA - La pesante sconfitta maturata a 'San Siro' contro il Parma (2-4) ha aperto una nuova crisi in casa Milan. I tifosi rossoneri hanno alzato la voce contro Balotelli e compagni (FOTOGALLERY CM.IT), aprendo a scenari clamorosi in estate: lo stesso Clarence Seedorf (arrivato solo due mesi fa) non appare più così sicuro della conferma sulla panchina rossonera a giugno. Per analizzare la situazione, Calciomercato.it ha intervistato in esclusiva il giornalista di 'Tuttosport' Alberto Pastorella.

LA PARTITA - "Il Milan ha evidentemente un problema mentale - ha esordito il Pastorella in esclusiva ai nostri microfoni -  E' una situazione paradossale considerando che l'arrivo di Seedorf sulla panchina rossonera sarebbe dovuto servire proprio a gestire quest'aspetto, giacché non gli si chiedeva certo di trasformare calciatori normali in fenomeni o inventarsi qualcosa di straordinario a livello tattico. Le ultime due partite hanno segnato un crollo clamoroso sotto questo aspetto, basti pensare al gol subito dopo 3 minuti contro l'Atletico Madrid o al rigore in apertura ieri contro il Parma. In quest'ultimo caso, secondo me anche Abbiati ha alcune responsabilità perché dopo soli cinque minuti forse è meglio lasciar segnare la squadra avversaria piuttosto che provocare rigore ed espulsione. Ieri, in campo, è mancata la scossa che tutti attendevano".

CONTESTAZIONE - "Ognuno deve fare il proprio mestiere - ha proseguito Pastorella a Calciomercato.it - e mi sembra ridicolo che un giocatore debba chiedere scusa al tifoso per la propria prestazione. Semmai, deve farlo con la società che paga profumatamente ogni mese il suo stipendio. Il tifoso fa bene a contestare e a non andare allo stadio se lo ritiene utile, ma nulla più. Non è facile giocare sotto contestazione, ma non lo riterrei un aspetto fondamentale per la sconfitta di ieri. Una squadra non perde a causa della contestazione dei propri tifosi. In merito alle scelte societarie in sede di calciomercato, invece, questa situazione può accelerare alcune partenze".

BALOTELLI - "Non credo che Balotelli dirà addio in estate solo a causa della contestazione. Mario non è mai stato amatissimo dalla società e, senza le coppe, il prossimo anno diventerà un lusso poco sostenibile. In presenza di acquirenti, la cessione di Balotelli può essere una mossa intelligente per fare cassa, più dell'eventuale partenza di De Sciglio o El Shaarawy che hanno ben altre prospettive. Balotelli -ha dichiarato il giornalista a Calciomercato.it - difficilmente può essere il giocatore che si carica la squadra sulle spalle".

AVVICENDAMENTO SEEDORF-INZAGHI - "A me non risulta che a giugno arriverà Inzaghi sulla panchina della prima squadra, si sta facendo e si farà di tutto per supportare Seedorf. Mandare via l'olandese dopo soli quattro mesi dal suo arrivo - ha aggiunto Pastorella - significherebbe ammettere di aver sbagliato scelta a gennaio. I risultati contano più di ogni cosa, ma gli va dato tempo di capire cosa vuol dire allenare e, soprattutto, cosa significhi farlo in Serie A. La situazione che ha trovato Seedorf al suo arrivo era oggettivamente complicata, al di là delle critiche al suo predecessore. La squadra, dopo tre anni passati a inseguire, è ormai scarica. Bisognerebbe vedere questa squadra a inizio stagione senza questo handicap per giudicare il suo operato. Spalletti? Escluderei categoricamente questa ipotesi, non solo per motivi economici.  Non credo che abbia voglia di ricominciare da un progetto giovani come quello a cui sta pensando la proprietà rossonera".

TENSIONI SOCIETARIE - "Bisogna capire quello che succede in casa Berlusconi, il vero problema in questo momento è la mancanza di chiarezza: non si capisce chi comanda e cosa si voglia fare. L'assenza del patron rossonero, impegnato nelle sue vicende politiche e giudiziarie, è devastante per il Milan. In questi quindici anni, Galliani ha sempre fatto le sue veci e la sua parola valeva quanto quella di Silvio Berlusconi. Ora questa certezza non c'è più. Non si parla più di direttore sportivo, ma Barbara Berlusconi non ha le competenze per gestire da sola la parte sportiva e lo stesso Galliani non mi sembra propriamente coinvolto nel progetto intrapreso con Seedorf. E' già tardi - ha concluso Pastorella in esclusiva a Calciomercato.it - ma a giugno mi aspetto un organigramma definito con deleghe e poteri chiari. Solo così il Milan potrà ripartire".




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