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Calciomercato > Milan > Milan-Juventus, Trapattoni: "Vorrei allenare Balotelli. Tra le due squadre divario tecnico e di

Milan-Juventus, Trapattoni: "Vorrei allenare Balotelli. Tra le due squadre divario tecnico e di testa"

L'ex allenatore di entrambe le compagini ha anche lodato la crescita di Antonio Conte


Giovanni Trapattoni (Getty Images)
Matteo Torre (twitter: @torrelocchetta)

01/03/2014 01:44

MILAN JUVENTUS TRAPATTONI BALOTELLI CONTE / ROMA - Giovanni Trapattoni ha rilasciato un'intervista a 'Panorama' dato l'imminente incontro tra due sue grandi ex squadre: il Milan e la Juventus"Il divario tra Milan e Juventus, oggi, non è solo tecnico ma anche di testa – ha esordito il 'Trap'. – Servirà una grande partita ai rossoneri, che potrebbero sfruttare l'affaticamento da Europa League degli avversari, ma gli uomini di Conte sono favoriti. Comunque non vedo un risultato scontato".

CONTE - "E' tra i migliori italiani, sì. Ha fatto belle esperienze e ha curato nei dettagli la sua crescita, sapendosi rinnovare anche nei modulo. Sa valorizzare al meglio il capitale della società, dote indispensabile per essere un grandissimo allenatore".

ALLEGRI-SEEDORF - "Non sono nella società rossonera e non ho il termometro del momento del Milan dall'interno. I dirigenti hanno ritenuto giusto sollevare Allegri e affidare la squadra a un ex grande campione che conosce molto bene la struttura del club e il calcio internazionale. C'è volontà di rinnovare per il futuro, salvando la stagione e mettendo le basi per i prossimi anni.  A volte cambiare fa bene:quando nella mia carriera sono stato sostituito ci sono stati casi in cui sono stato il primo ad ammettere che serviva".

BALOTELLI - "Ho avuto Cassano e so come si gestiscono i giocatori dal carattere fumantino, perciò sicuramente mi piacerebbe allenare Balotelli. Sarebbe una sfida metterlo in quadro, poi magari non ci riuscirei, ma a volte l'evoluzione dei calciatori dipende dai momenti in cui incontrano un determinato tecnico".

CALCIO ITALIANO - "Ci sono evoluzioni e cicli, con nazioni che restano fuori dai mercati e altre che entrano. Noi abbiamo dominato per tanto tempo, e per motivi economici i centri di potere cambiano. Non ritengo però che il calcio italiano sia così scadente: c'è meno spettacolo, ma a livello internazionale ci facciamo sempre valere. Saremo tra i più forti in Brasile".





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