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Calciomercato > Milan > Milan, Seedorf: "Capello il mio maestro, ecco quando Balotelli diventera' un campione"

Milan, Seedorf: "Capello il mio maestro, ecco quando Balotelli diventera' un campione"

Il tecnico olandese: "Solo in Italia ambizione e' una parola sporca"


Clarence Seedorf (Getty Images)
Marco Di Federico

25/02/2014 09:05

MILAN SEEDORF CAPELLO BALOTELLI / MILANO - La cura Seedorf sta portando i suoi effetti al Milan. Tredici punti in sei partite di campionato, più la sfortunata e assolutamente immeritata sconfitta contro l'Atletico Madrid. Il 'Professore' olandese ha rimesso in piedi il malato rossonero. "In Brasile stavo benissimo, l'ambiente mi riconosceva una professionalità che tanti miei colleghi non hanno. - le parole di Seedorf a 'La Gazzetta dello Sport' - Il ritorno è stato improvviso, più imprevedibile e meno contorto di quanto abbiate scritto, ma non inaspettato: con il Milan e i suoi dirigenti il filo della stima e dell'affetto non si è mai interrotto".

ALLEGRI - "Non ne parlo, non sarebbe corretto né elegante".

BALOTELLI - "Mario in realtà è una persona squisita, dolce, sensibilissima. Si sente gravato di responsabilità enormi e, in fondo, non sue. Occorre sollevarlo, anzi liberarlo, dall'obbligo di rappresentare un simbolo. Restituire all'individuo il suo valore centrale significa sviluppare il potenziale umano con serenità. Errori compresi. Solo così diventerà un campione completo: quel giorno sarà una vittoria per me e tutti".

MAESTRI
- "Ho cominciato con van Gaal, un mito distante. Ho apprezzato enormemente Ancelotti, Lippi e Capello. Fabio è l'uomo che mi ha trasformato: con lui ho smesso di girare per il campo in cerca di gloria, mi ha dato una posizione, e soprattutto la convinzione che mi serviva per diventare un leader".

SCHEMI - "Nel calcio moderno il sistema esiste solo nella fase difensiva. In quella offensiva c'è fluidità totale, sei giocatori che si muovono continuamente in sincronia senza dare punti di riferimento. Per questo le domande sul modulo di gioco mi annoiano. Per ora dobbiamo solo ritrovarci, anche fisicamente. Poi si costruirà partendo dalle basi, dai giovani. Bisogna avere ambizione: solo in Italia ambizione è una parola sporca".




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