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Calciomercato > Fiorentina > Calciomercato Fiorentina, Matri: "A Milano nessun aspetto positivo. Futuro? Penso solo a vincer

Calciomercato Fiorentina, Matri: "A Milano nessun aspetto positivo. Futuro? Penso solo a vincere qui"

L'attaccante 'viola' traccia un bilancio della sua stagione e della sua carriera


Alessandro Matri (Getty Images)
Stefano D'Alessio (Twitter: @SDAlessio)

14/02/2014 09:22

CALCIOMERCATO FIORENTINA MILAN MATRI INTERVISTA / FIRENZE - Alessandro Matri, attaccante di proprietà del Milan in prestito alla Fiorentina, ha rilasciato un'intervista a 'La Gazzetta dello Sport'.

MILAN - "Soffro anche io, ho sofferto a Milano, non c’è un solo lato positivo nel mio breve ritorno in rossonero. Ci tenevo più del dovuto e facevo una gran fatica. Quando vuoi e non riesci resti male, io mi sono forse abbattuto troppo. Si erano create strane circostanze, facevo le mie analisi interne prendendomi tutta la responsabilità, ero come entrato in un tunnel".

MONTELLA - "Da ex attaccante spiega schemi e movimenti, soprattutto mi ha dato la cosa di cui avevo più bisogno in quel momento, la tranquillità: ho risentito fiducia, ho iniziato con due gol. Così è stato subito più facile star meglio. Mi sono inserito benissimo, Aquilani e Lupatelli sono stati fondamentali per me, come gli altri compagni. Lo stesso Andrea Della Valle è una persona molto alla mano. Non ho la presunzione di dire: 'Non avrò mai bisogno di uno psicologo'. Solo per ora non mi è servito".

FIORENTINA - "Il gruppo c’è, tenteremo il nostro 'triplete'. La finale di Coppa Italia è lì, e ce ne occuperemo tra due mesi. Manca l’ultimo scalino ma è già un orgoglio. Intanto correremo per il terzo posto. Il gol mi manca, c’è voglia, ma è diverso rispetto a prima. A Milano soffrivo, ora sento partecipazione. E la vittoria dell’Europa League poi completerebbe il sogno".

BILANCIO CARRIERA -
"Tra i grandi ho iniziato qui vicino, a Prato. Lì non pensavo sarei arrivato a vincere due scudetti e due Supercoppe italiane con la Juventus. O di farmi rimpiangere da Conte. Il lavoro ha pagato. Per il posto ho sempre sgomitato con una concorrenza importante, ho capito che non si deve mai dire 'vado lì perché gioco'. Altrimenti non avrei scelto Firenze, dove c’era già Mario Gomez, con il quale comunque posso far coppia. L’ho scelta per il fascino della sfida, l’ho scelta perché mi ha conquistato il direttore Pradè. Mi hanno spinto anche Vieri, Brocchi, Toni, Pazzini e Montolivo".

FUTURO - "Per ora non mi vedo né allenatore né dirigente. Né, una volta smesso con il calcio, mi vedo triste o insoddisfatto. So di avere dei riferimenti stabili. Dai sei mesi al Milan ho poi imparato a costruirmi e mantenere un equilibrio, appoggiandomi ma senza comunque condizionare chi mi sta accanto. Più semplicemente, sono qui in prestito: a quello che succederà in estate si dedicheranno le società, io penserò solo al campo".




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