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Calciomercato > Palermo > Steve von Bergen su Cesena-Palermo

Steve von Bergen su Cesena-Palermo

L'ex difensore delle due formazioni sul match del Manuzzi ma anche sulla retrocessione dei rosanero e i suoi protagonisti, in esclusiva ai microfoni di Calciomercato.it


Steve von Bergen(Getty Images)
Giorgio Elia

13/02/2014 15:34

CESENA-PALERMO ESCLUSIVO STEVE VON BERGEN/PALERMO - "Sono convinto che il Palermo andrà a Cesena con la mentalità di sempre, con l'intenzione di ottenere il massimo risultato. I rosanero possono contare su giocatori di qualità e non credo che giocare sul sintetico possa influenzare la loro prestazione. Il Palermo è stato costruito per tornare in A e penso che anche sul campo del Cesena la squadra potrà fare la partita, con l'obiettivo di aumentare i punti di distacco dalla terza classificata". Parole di Steve von Bergen, doppio ex del match di sabato tra Cesena e Palermo il quale, ai microfoni di Calciomercato.it, vede favorita la formazione di Iachini nel confronto in programma al Manuzzi.

Steve quali ricordi si porta dietro delle esperienze con la maglia del Cesena e del Palermo?

"Quello di Cesena è stato il mio primo confronto con il calcio italiano. Non dimenticherò mai la prima stagione in terra romagnola, con la salvezza ottenuta grazie al lavoro del tecnico Ficcadenti. Il segreto di quella squadra era la solidità del collettivo, con tanti giocatori che avevano guadagnato la serie A che avevano lottato per poter rimanere in quella categoria. La stagione successiva è stata molto più difficile con pochissimi punti conquistati, ma non dimenticherò mai il calore del Manuzzi. Dell'annata a Palermo ho tantissimi ricordi avendo anche lasciato tanti amici in Sicilia. Tenevo molto a vestire quella maglia e ho sofferto al momento della retrocessione della squadra. Avevo immaginato diversamente la mia esperienza in rosanero avendo firmato un contratto di tre anni, ma non dimenticherò mai quanto vissuto in quella splendida città. La retrocessione è stato l'unico aspetto negativo, ma oggi seguo la squadra da lontano e sono un tifoso rosanero".

Intanto Abel Hernandez sta trascinando a suon di reti il Palermo verso la promozione.

"Sono molto contento per Abel perché so quanto ha sofferto l'anno scorso, con il duro infortunio che ha pesato anche sulla stagione della squadra. Dire se ci saremmo salvati senza il suo infortunio non è semplice, però senza dubbio le sue qualità e la sua capacità di far gol sarebbe tornata molto utile alla squadra. Il buon rendimento di quest'nno è un grande motivo di soddisfazione per tutta la città e il mio pensiero va a Munoz, Barreto e Morganella, tutta gente che ha vissuto le difficoltà dell'annata della retrocessione".

Cosa l'ha portata a dire addio al Palermo?

"Al momento della retrocessione ho dovuto fare una riflessione per la mia famiglia e la mia carriera. Ho parlato con il ct della Svizzera in previsione del Mondiale, cercando di capire se disputare un campionato nella serie cadetta avesse intaccato la mia titolarità in nazionale. Lui mi ha chiarito che sarei partito in svantaggio rispetto a colleghi impegnati in tornei più competitivi e considerato che quella in Brasile sarebbe stata l'ultima occasione per disputare un Mondiale, in comune accordo con il Palermo ho guardato a quelle che potevano essere le richieste. Ringrazierò sempre la società per aver capito la mia esigenza in quel momento".

Come ha visto i suoi connazionali Morganella e Daprelà?

"Ho notato la crescita di Michel e sono contento anche perché sta avendo la reazione giusta dopo le difficoltà della passata stagione. Per lui era importante lasciarsi il passato alle spalle e lottare per riportare la squadra in A e lo sta facendo nel migliore dei modi. Daprelà lo conoscevo poco ma devo dire che il suo impatto con la realtà palermitana mi è sembrato abbastanza buono"

Una stagione di svolta anche per Ujkani, tornato protagonista con l'infortunio di Sorrentino.

"Il suo ritorno mi rende molto felice perché so quanto sia stato male Samir nella passata stagione. Ricordo il suo malumore dopo la partita contro l'Udinese, per quell'episodio che gli aveva fatto cadere il mondo addosso. Il proseguo del torneo ha fatto vedere che le colpe non erano tutte sue e sono contento che sia arrivato il suo riscatto. Ujkani ha ottime qualità e il suo futuro sarà in serie A".

Palermo lanciato verso la massima serie grazie anche al lavoro del direttore Giorgio Perinetti.

"Devo tantissimo al direttore che mi ha portato a Palermo. Oltre a essere un grande dirigente è un vero e proprio signore del calcio. Non dimenticherò mai la sua scelta di fare un passo indietro per il bene della squadra con l'arrivo di Lo Monaco, nonostante il contratto che gli avrebbe garantito la permanenza in rosanero. Non esprimo sentenze sulla scelta del cambio dirigenziale ma i fatti anche quest'anno, con l'ottimo lavoro svolto dal direttore, hanno dimostrato che non era probabilmente necessaria".

Vedrà Cesena-Palermo?

"Si proverò a guardarla e tiferò per il Palermo dove ho lasciato il mio cuore".




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