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Calciomercato > News > Calciomercato gennaio 2014, da Facebook a Twitter: comandano i Social Network

Calciomercato gennaio 2014, da Facebook a Twitter: comandano i Social Network

Affari e trattative saltate o condizionate dai tifosi attraverso la rete Internet


Vucinic e Guarin (foto calciomercato.it)
Mirko Collacchi

31/01/2014 18:30

CALCIOMERCATO 2014 IL MERCATO SUI SOCIAL NETWORK / MILANO -  Il calciomercato volge al termine, all’insegna come non mai dei Social Network, veri e propri termometri dei sentimenti dei tifosi. Facebook, Twitter ma anche Radio locali sono stati usati dai supporter di tutte le squadre per scambiare opinioni, sfogarsi e darsi appuntamento. Esempio emblematico è il dissapore dei sostenitori interisti in occasione dello scambio Guarin–Vucinic: la protesta è nata sui vari social network - con gli hashtag #Guarin e #GuarinVucinic capaci di balzare in vetta alle tendenze dell'intero Paese - per poi spostarsi sotto la sede nerazzurra. Il risultato è stato il congelamento della trattativa e il conseguente incrinarsi dei rapporti tra la società interista e quella bianconera.

Sempre sui social network è nato il malumore dei tifosi della Lazio per la cessione di Hernanes: la pagina ufficiale Facebook della società romana ha avuto il suo bel da fare nel cancellare i commenti offensivi e nel 'bannare' i tifosi più accalorati. Già prima della cessione del 'Profeta' molti tifosi laziali avevano lanciato un hashtag, #LiberaLaLazio, invito al presidente Claudio Lotito a lasciare la società biancoceleste. Inutile dire che gli sviluppi, specialmente nella giornata di ieri, con le lacrime di Hernanes fuori da Formello che hanno fatto il giro d'Italia, hanno spinto diverse centinaia di tifosi in più ad adottare questo hashtag, con #Hernanes parimenti diventato una delle principali tendenze (al secondo posto). E anche #Lotito (settimo), inevitabilmente, è stato al centro di messaggi non proprio lusinghieri...

Malumore è stato espresso anche in occasione dello scambio non andato in porto tra Constant e Armero: i supporter del Napoli, tramite internet, si erano dati appuntamento per protestare allo stadio, poiché non gradivano l'esterno del Milan.

L’enorme importanza dei social network è ormai riconosciuta a livello mondiale e riguarda anche il Brasile, dove periodicamente su Facebook si organizzano cortei di protesta contro lo spreco economico causato dall'ospitare i prossimi Mondiali. Se è vero che una volta per vendere un giocatore bastava che due presidenti si stringessero la mano, oggi devono prima controllare il pensiero dei tifosi in rete e poi decidere il da farsi.

La molta attenzione dei tifosi sul web per le trattative di mercato è evidenziata dal fatto che la parola 'calciomercato' sia tra le più ricercate su Google e mentre una volta le proteste nascevano direttamente in piazza, ora tutto parte da Internet, dove è possibile organizzare sit-in di protesta nell'arco di pochi minuti, scegliendo qualsiasi destinazione e facendola sapere immediatamente ad altri milioni di tifosi. Il mondo sta cambiando e con esso il calciomercato, sempre più nel segno dei social network.




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