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Calciomercato > News > Serie A, Braschi: "Su Buffon applicato il regolamento, a Firenze questione di fortuna"

Serie A, Braschi: "Su Buffon applicato il regolamento, a Firenze questione di fortuna"

Il designatore arbitrale del massimo campionato commenta la riunione con capitani e dirigenti


L'espulsione di Buffon (Getty Images)

27/01/2014 16:46

SERIE A BRASCHI  ARBITRI / MILANO - Dopo una giornata caratterizzata da diversi errori arbitrali, direttori di gara, capitani e dirigenti di Serie A si sono ritrovati a Milano per l'ormai consueto incontro organizzato dalla Figc. Al termine della riunione ai microfoni di 'Sky' ha parlato Massimo Braschi, designatore arbitrale del massimo campionato: "Ho visto comprensione e attenzione da parte di tutti. Ne è venuta fuori una riunione di tre ore senza che ce ne siamo accorti".

FUORIGIOCO - "E' stato l'argomento più trattato. Abbiamo preparato molti filmati su questa nuova applicazione della regola. Ha un impatto importante e non marginale, quindi abbiamo cercato di spiegare ulteriormente, anche se l'avevamo già fatto a inizio anno dando un dvd a tutti i club di Serie A. Fare il punto della situazione ci sembrava doveroso. L'episodio di Napoli-Atalanta? E' molto curioso, tecnicamente molto facile da spiegare. Il gol è regolare per le nuove disposizioni, perché se un calciatore è in fuorigioco non è più vincolante alla segnalazione immediata: il wait-and-see diventa amplificato, bisogna capire lo sviluppo dell'azione".

TORINO-ATALANTA E FIORENTINA-GENOA - "Ieri è stata complessivamente una buona giornata, con otto partite importanti e arbitraggi molto precisi, poi altre due un po' più strane. Torino-Atalanta è condizionata da un episodio evidente, dove Tagliavento ha fatto un errore. Come lo spieghi? E' talmente errore che non si spiega... L'altra gara è più complicata, ricca di situazioni al limite. Rigore sì, rigore no, fuorigioco di una scarpa... tutte situazioni complicate, gioca anche la buona sorte in questi casi. I ragazzi fanno fatica a decidere sempre in maniera esatta".

PROTESTE - "I calciatori tengono al dialogo, ma a volte ci sono atteggiamenti non consentiti. Abbiamo picchi del 50% in più di cartellini gialli per proteste. I giocatori hanno capito che così non si poteva andare avanti: i dati non ci fanno ancora piacere, ma siamo scesi molto rispetto alle proteste dell'anno passato. Credo che protestare sia inutile e inurbano, e che disturbi l'etica di una partita. Chiedere e spiegarsi è normale, ma l'adrenalina va controllata".

ARBITRI AI MICROFONI? - "Non lo so. Non dico che non succederà mai, sono possibilista su tutto. Già quando io facevo l'arbitro la UEFA ci fece dei corsi per parlare a fine gara, poi tutto si è arenato. Niente è impossibile, ma non credo che un arbitro possa spiegare ogni partita. Non so neanche cosa rispondervi".

LAZIO-JUVENTUS - "Gli arbitri non hanno potere legislativo, ma di applicazione delle regole. L'arbitro ha applicato il regolamento, poi non chiedetemi se sia corretto". 

FALLO DI MANO - "La variabile è la volontarietà. La confusione nell'ultimo periodo è che si pensa che un braccio largo sia un fallo di mano punibile: non è vero, perché può essere fatto per saltare o aiutarsi".

INTER - "Ho salutato Fassone, ma non potevo parlare con tutti. Con me non si è lamentato nessuno, per quel che mi riguarda. Non ho avuto alcun sentore di questo. Obiettivamente la situazione mi sembra nei rapporti personali normale".




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